Pupo a 70 anni torna studente e supera l’esame di maturità: poi trasforma l’aula in palco e canta per i professori

Pupo ha sostenuto l’esame di maturità a Roma tra Dante, Costituzione e inglese, poi ha cantato davanti alla commissione.

L’emozione era quella di uno studente al giorno decisivo, anche se davanti alla commissione si è presentato un artista con oltre cinquant’anni di carriera alle spalle. Pupo, nome d’arte di Enzo Ghinazzi, ha sostenuto l’esame orale di maturità all’istituto paritario Minerva di Roma, chiudendo a 70 anni un percorso scolastico che aveva deciso di riprendere con determinazione dopo una lunga pausa. Una giornata intensa, fatta di domande su letteratura, diritto, religione e inglese, ma anche di un finale inatteso: il cantante si è seduto al pianoforte e ha intonato uno dei suoi brani più conosciuti, trasformando l’aula in un piccolo palcoscenico.

Pupo alla maturità: l’esame orale tra carriera, Dante e Pirandello

Il colloquio è partito dalla sua storia personale. Pupo ha raccontato alla commissione il proprio percorso artistico, dai successi musicali ai libri pubblicati, fino al documentario dedicato alla sua vita. Un avvio legato al curriculum, che ha permesso al cantante di collegare la propria esperienza ai temi affrontati durante il programma scolastico.

Prima di entrare in aula, l’artista aveva spiegato il senso di questa scelta: «Ho studiato per due anni». Una frase semplice, ma sufficiente a chiarire quanto il traguardo fosse stato preparato con impegno. La maturità, per Enzo Ghinazzi, non è stata una parentesi simbolica, ma il risultato di un percorso iniziato con l’obiettivo di recuperare gli studi interrotti da ragazzo.

Dalla biografia personale, l’esame si è spostato verso la letteratura italiana. La commissione ha posto domande su Gabriele D’Annunzio, sul rapporto dello scrittore con il fascismo, e su Luigi Pirandello, con particolare attenzione al tema dell’identità personale. Nel corso del colloquio è arrivato anche il riferimento a Dante Alighieri, uno dei passaggi più significativi della prova.

Davanti ai professori, Pupo ha mostrato di sapersi muovere tra argomenti diversi, alternando ricordi, collegamenti e riferimenti culturali. In un momento dell’esame ha persino cantato alcuni versi della Divina Commedia, confermando quella naturale tendenza a trasformare la parola in musica che ha accompagnato tutta la sua carriera.

Costituzione, religioni e istituzioni: le domande della commissione

La prova orale non si è fermata alla letteratura. La commissione ha affrontato anche temi legati alle scienze umane e al diritto, chiedendo al cantante di ragionare sul ruolo delle religioni nella società contemporanea. Pupo ha spiegato di definirsi agnostico, pur riconoscendo l’importanza storica, culturale e sociale delle confessioni religiose.

Il colloquio si è poi spostato sulla Costituzione italiana e sulle istituzioni. Le domande hanno riguardato i poteri del Presidente della Repubblica, la promulgazione delle leggi e il funzionamento dello Stato. Un passaggio delicato, perché ha portato l’artista a confrontarsi con temi di attualità pubblica e con il valore delle regole democratiche.

Durante l’esame, Pupo ha anche espresso una riflessione sul ruolo delle istituzioni, osservando come il confronto politico rischi spesso di dimenticare la centralità dello Stato. Un tema che ha dato alla prova un respiro più ampio, andando oltre la semplice verifica scolastica.

Per il cantante, la maturità è diventata così anche un’occasione per misurarsi con argomenti civici e sociali, dimostrando di aver affrontato il percorso con serietà. Non solo memoria e nozioni, dunque, ma anche capacità di collegare discipline diverse e di costruire un discorso coerente davanti alla commissione.

L’inglese, la prova più temuta, poi il canto al pianoforte

La parte più difficile, come lo stesso Pupo aveva ammesso, è stata quella dedicata all’inglese. Il cantante ha affrontato un’esposizione sull’età vittoriana, soffermandosi su alcuni autori e opere centrali di quel periodo. Tra i riferimenti richiesti sono comparsi Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray e Charles Dickens.

Pur riconoscendo qualche difficoltà con la grammatica, Pupo è riuscito a portare a termine anche questa parte dell’orale. Un momento che rappresentava uno degli ostacoli principali dell’esame e che, alla fine, non gli ha impedito di chiudere positivamente il colloquio.

Terminata la prova, la tensione si è sciolta in un clima più leggero. Nell’aula magna dell’istituto Minerva di Roma era in corso il compleanno di una docente e la presenza di un pianoforte ha creato l’occasione per un finale fuori programma. Pupo si è seduto alla tastiera e ha cantato “Un amore grande”, brano portato al Festival di Sanremo nel 1984.

L’esibizione è stata dedicata all’istituto che lo ha accompagnato nel percorso di studi e alla professoressa festeggiata. Gli applausi dei presenti hanno chiuso una giornata particolare, iniziata con la tensione dell’esame e terminata con la musica. Alla fine, il cantante ha commentato sorridendo: «Me la sono cavata». Per Pupo, la maturità a 70 anni segna la conclusione di un percorso iniziato due anni fa e potrebbe aprire la strada a una nuova esperienza universitaria.

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