Paolo Crepet analizza il momento di Jannik Sinner a Wimbledon dopo le difficoltà vissute al Roland Garros.
Jannik Sinner torna al centro dell’attenzione non solo per il suo percorso a Wimbledon, ma anche per il peso emotivo che accompagna ogni sua partita. Dopo le difficoltà fisiche e psicologiche emerse al Roland Garros, il numero uno al mondo sta cercando di confermare sull’erba londinese il successo ottenuto lo scorso anno. A leggere questo passaggio delicato è stato Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, che ha descritto il campione italiano come un atleta più consapevole, segnato dalla pressione ma non indebolito.
Sinner e la pressione da numero uno
Secondo Crepet, il momento attraversato da Sinner non può essere ridotto a una semplice flessione sportiva. Il tennista italiano, dopo essere arrivato ai vertici del tennis mondiale, si trova a convivere con una responsabilità nuova, più pesante e continua. “Jannik ha sofferto un eccesso di pressione, ha sostato troppo a lungo dentro una forzatura”.
Per lo psichiatra, la fragilità non rappresenta un limite negativo, ma una condizione inevitabile per chi vive sotto osservazione costante. “Ha ben chiaro che più sei numero uno, più sei fragile”, ha spiegato Crepet, sottolineando come la posizione di Sinner lo esponga a un livello di aspettativa che pochi atleti riescono davvero a sostenere senza conseguenze.
Il passaggio al Roland Garros ha lasciato il segno. Sinner ne è uscito provato, e la paura che un nuovo malessere possa ripresentarsi accompagna ora la sua esperienza a Wimbledon. Una paura che, nella lettura di Crepet, non cancella il valore del campione, ma lo costringe a misurarsi con una parte più profonda della propria crescita.
Crepet: “È finalmente un campione sensibile”
Il percorso londinese di Jannik Sinner viene interpretato da Paolo Crepet come una prova non soltanto tecnica, ma anche personale. “Sta misurando i suoi limiti, tra dubbi e trepidazioni. Oggi ha una paura in più che lo rende più forte e consapevole. È finalmente un campione sensibile, e questo lo rende enorme. Quello che è accaduto forse lo rende più guardingo, di certo non più debole. E lo aiuta a maturare. Non è più un ragazzo, è un uomo”.
Parole che spostano l’attenzione dal risultato immediato alla trasformazione dell’atleta. Sinner, nella visione dello psichiatra, non sta semplicemente gestendo una fase complessa della stagione, ma sta attraversando una soglia di maturità. La sensibilità, spesso considerata un ostacolo nello sport di altissimo livello, diventa invece una componente della sua grandezza.
Le prime incertezze mostrate a Wimbledon sembrano essere state assorbite dentro un percorso più ampio. Il tennista altoatesino continua la sua corsa nel torneo con la consapevolezza di dover controllare non solo il gioco degli avversari, ma anche le tensioni interiori accumulate dopo settimane difficili.
I fantasmi di Sinner secondo Crepet
Nella riflessione di Paolo Crepet, il caso Sinner diventa anche un messaggio più generale sul rapporto tra giovani, successo e perfezione. “Solo gli stupidi possono indicare ai giovani il mito della perfezione. Il mito è fragile. Non debole, attenzione: fragile”.
Per lo psichiatra, ciò che è accaduto al campione italiano non deve essere letto come una rottura, ma come una tappa naturale dentro una carriera già eccezionale. “A questo ragazzo di cui parla tutta Italia, in fondo, non è successo nulla di drammatico: è semplicemente accaduta la vita. Viva i fantasmi. Sinner diventerà ancora più grande grazie ai suoi fantasmi”.
