Campo largo a Napoli, Schlein e Conte ripartono dal reddito di cittadinanza

Campo largo in piazza a Napoli con Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli: al centro salari, Sud, sanità e nodo reddito.

Il campo largo prova a ripartire da Napoli con un appuntamento politico che segna l’avvio della lunga corsa verso le prossime elezioni Politiche. L’evento è fissato per l’8 luglio, in piazza del Gesù, alle 19.30, con Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli sullo stesso palco. Il titolo scelto, “Al lavoro per l’Italia”, punta a presentare l’alleanza progressista come alternativa al governo guidato da Giorgia Meloni, ma la scelta della città campana porta con sé un forte significato politico: Napoli è uno dei territori in cui il Movimento 5 Stelle ha consolidato negli anni una parte importante del proprio consenso, anche attorno al tema del reddito di cittadinanza.

Campo largo a Napoli, il messaggio politico della piazza

La presenza dei principali leader dell’area progressista rende l’appuntamento di Napoli il primo vero evento unitario del nuovo schema anti-Meloni. Sul palco non ci sarà Matteo Renzi, confermando la distanza tra una parte del centro riformista e il perimetro oggi più vicino a Pd, M5s, Alleanza Verdi e Sinistra.

La scelta di piazza del Gesù non è soltanto organizzativa. La città è considerata un laboratorio politico già sperimentato dalle forze progressiste e viene indicata come possibile modello per costruire l’alleanza nazionale. A rivendicarlo è Marco Sarracino, deputato del Partito democratico e figura di riferimento della segreteria Schlein in Campania: “Napoli è stata la prima città in cui le forze progressiste si sono unite. È qui che è nato un modello che oggi riteniamo il punto di partenza della nostra coalizione per battere la destra. Un modello che si basa su battaglie politiche nette: far crescere i salari, potenziare la sanità pubblica, difendere il sud dall’autonomia differenziata”.

Il messaggio ufficiale del Pd punta quindi su lavoro, sanità e difesa del Mezzogiorno. Tuttavia, dentro la coalizione, il peso del Movimento 5 Stelle appare evidente. Napoli è una piazza politicamente favorevole ai grillini e il tema del sostegno al reddito resta uno dei punti più identitari per Giuseppe Conte, che ha costruito una parte rilevante della propria proposta politica proprio sulla difesa delle misure sociali cancellate o ridimensionate dal governo di centrodestra.

Reddito di cittadinanza e Campania, Conte guarda alla sfida interna

Per Giuseppe Conte, l’evento dell’8 luglio ha anche un valore interno alla futura alleanza. Il leader del M5s si muove in uno scenario in cui il rapporto con Elly Schlein sarà decisivo sia per la costruzione del programma sia per l’eventuale scelta della leadership del fronte progressista. In questo quadro, Napoli e la Campania diventano territori chiave.

Il tema del reddito di cittadinanza potrebbe tornare al centro del confronto programmatico. Il Movimento 5 Stelle punta a riportare il sostegno economico tra le priorità della coalizione, presentandolo come misura di contrasto alla povertà e di protezione sociale. La destra, al contrario, lo considera da tempo il simbolo di una politica assistenziale incapace di favorire occupazione stabile e sviluppo.

In Campania, il quadro è reso ancora più rilevante dalla presenza di Roberto Fico alla guida della Regione. Il presidente regionale del M5s sta lavorando a una misura locale ribattezzata reddito di dignità, che prevederebbe un contributo di 500 euro al mese per i disoccupati. Se approvata prima della campagna per le Politiche, la misura potrebbe rafforzare il messaggio grillino sul terreno sociale e offrire al partito un argomento immediatamente spendibile sul piano elettorale.

Il punto politico è chiaro: per il M5s, il ritorno di una forma di reddito rappresenta una bandiera non negoziabile. Per il Pd, invece, la sfida è tenere insieme l’attenzione alle fasce più fragili con una proposta più ampia su lavoro, salari, sanità pubblica e investimenti. La convergenza non è impossibile, ma richiede un equilibrio delicato, soprattutto se il programma comune dovrà parlare anche agli elettori moderati.

Cacicchi, patrimoniale e nodo centrista: le tensioni del nuovo schema

Accanto al tema del reddito, nell’alleanza torna anche il nodo dei cosiddetti cacicchi, parola che Elly Schlein aveva usato in passato per indicare le reti di potere locali da superare dentro il Partito democratico. In Campania, però, il peso degli amministratori e dei grandi portatori di preferenze resta determinante. Figure come Vincenzo De Luca, Mario Casillo e Lello Topo continuano a rappresentare un pezzo importante del radicamento elettorale del centrosinistra nella regione.

La questione è politicamente sensibile. Da una parte, Schlein ha costruito la sua leadership anche sulla promessa di rinnovare il partito e ridurre il peso delle vecchie correnti territoriali. Dall’altra, in una regione decisiva come la Campania, la forza organizzativa dei dirigenti locali può diventare indispensabile per competere contro il centrodestra. Il rischio, per la segretaria del Pd, è dover conciliare il messaggio del cambiamento con la necessità di non disperdere pacchetti di consenso radicati.

Un altro fronte riguarda Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che porteranno nell’alleanza le priorità di Alleanza Verdi e Sinistra: giustizia sociale, redistribuzione, ambiente, diritti e una maggiore pressione fiscale sui grandi patrimoni. La proposta di una patrimoniale resta uno dei temi più divisivi, soprattutto per l’area centrista, che teme una coalizione percepita come troppo sbilanciata su tasse e sussidi.

Non a caso, il mondo riformista guarda con freddezza all’appuntamento di Napoli. Matteo Renzi non sarà presente, mentre resta da capire quale spazio potranno avere figure civiche o centriste in un’alleanza che, almeno in questa fase, sembra muoversi soprattutto lungo l’asse Schlein-Conte-Fratoianni-Bonelli. Anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, è indicato come presenza non ancora certa, segno di un quadro politico ancora in assestamento.

L’8 luglio non chiuderà quindi il percorso del campo largo, ma ne mostrerà la prima fotografia pubblica. La coalizione prova a presentarsi unita contro Meloni, ma dovrà sciogliere nodi pesanti: leadership, programma, rapporto con il centro, ritorno del reddito di cittadinanza, ruolo dei territori e compatibilità tra le diverse anime della sinistra. Napoli diventa così il banco di prova di un’alleanza che vuole partire dal Sud, ma che dovrà dimostrare di avere una proposta nazionale capace di andare oltre la somma dei partiti sul palco.

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