Cerno durissimo su Ranucci: “Da cacciatore di trame a protagonista dell’inchiesta”

Tommaso Cerno interviene sul caso Ranucci-Lavitola e critica la sospensione delle repliche di Report decisa dalla Rai.

Tommaso Cerno affida a un paragone cinematografico il suo duro intervento sul caso che coinvolge Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola e la decisione della Rai di sospendere cautelativamente le repliche estive di Report. Al centro delle dichiarazioni c’è l’inchiesta sull’attentato compiuto davanti all’abitazione del giornalista, ma anche il rapporto tra il conduttore e l’imprenditore indicato dagli investigatori come possibile mandante dell’azione. La posizione di Lavitola è ancora al vaglio della Procura di Roma, mentre il movente non risulta definitivamente chiarito.

La metafora scelta da Cerno è quella di Minority Report, il film diretto da Steven Spielberg nel quale la polizia arresta le persone prima che commettano un reato, affidandosi alle previsioni dei cosiddetti Precog. Nella lettura del giornalista, il paradosso riguarderebbe proprio la scelta compiuta a viale Mazzini: fermare le repliche del programma non per ciò che è già stato trasmesso, ma in attesa che venga chiarita una vicenda giudiziaria ancora in fase investigativa.

Caso Ranucci-Lavitola, l’attacco di Tommaso Cerno

«Benvenuti nel “Minority Report” all’italiana», afferma Cerno, che sostituisce idealmente i veggenti della pellicola con i protagonisti dell’inchiesta sulla bomba esplosa davanti alla casa di Ranucci.

Nel suo intervento, il direttore costruisce un parallelismo tra il capitano John Anderton, protagonista del film, e il conduttore di Report. La critica riguarda soprattutto quello che considera un cortocircuito: la trasmissione viene fermata mentre le indagini stanno cercando di ricostruire la natura dei rapporti tra Ranucci e Lavitola, senza che sia stata ancora raggiunta una conclusione giudiziaria.

La Direzione Approfondimento Rai ha spiegato di avere sospeso le repliche «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci», precisando che la scelta avrebbe carattere cautelativo e sarebbe stata adottata a tutela del patrimonio editoriale rappresentato dal programma. La nuova stagione, secondo quanto comunicato, non risulta cancellata.

Per Cerno, però, proprio questa motivazione trasformerebbe la vicenda in una sorta di anticipazione preventiva delle possibili conseguenze dell’inchiesta. «Le repliche di Report vengono sospese, non per ciò che è stato trasmesso, ma per quello che la Procura lascia intendere possa accadere», sostiene.

Il rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola

Uno degli aspetti centrali dell’indagine riguarda il legame tra Ranucci e Lavitola. Il conduttore ha parlato di un’amicizia conosciuta e mai nascosta, spiegando di essere rimasto sorpreso dal coinvolgimento dell’imprenditore nell’inchiesta. Gli investigatori stanno cercando di accertare il possibile movente dell’attentato e il ruolo attribuito alle persone coinvolte, mantenendo aperti diversi interrogativi.

Lavitola, indagato come possibile mandante, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel corso delle perquisizioni sarebbero stati sequestrati dispositivi elettronici, supporti digitali e alcuni manoscritti. Il suo legale ha riferito che l’imprenditore è «sconvolto». Le contestazioni formulate dalla Procura rappresentano accuse ancora sottoposte alle verifiche dell’autorità giudiziaria e non equivalgono a una dichiarazione di colpevolezza.

Nel ragionamento di Cerno, il rapporto tra i due diventa il nodo intorno al quale ruota l’intera vicenda. Il giornalista parla di una «strana coppia» e di «un’amicizia pericolosa», ponendo l’accento sulle domande ancora senza risposta e sull’eventuale rilevanza di quel legame nella ricostruzione investigativa.

L’affondo più netto arriva quando osserva che Ranucci, conosciuto per le inchieste dedicate alle trame politiche, economiche e giudiziarie, si trova ora al centro di una storia che riguarda direttamente lui e le sue frequentazioni.

Lo stop alle repliche di Report divide la Rai

La sospensione delle repliche ha provocato reazioni anche all’interno della Rai. Alcuni consiglieri di amministrazione hanno espresso contrarietà alla decisione, chiedendo chiarezza ed escludendo che l’inchiesta possa trasformarsi in uno strumento di censura. Ranucci ha respinto le ricostruzioni che mettono in discussione il lavoro della redazione, definendole congetture finalizzate a delegittimare il programma.

Cerno legge invece la scelta aziendale come il risultato di una situazione ormai capovolta. «Un paradosso perfetto: l’uomo che voleva svelare le trame altrui è diventato la trama», afferma.

La conclusione mantiene il riferimento a Minority Report e trasferisce il ruolo dei Precog dentro viale Mazzini. Resta da stabilire, secondo Cerno, se a prevedere i problemi siano stati i dirigenti della televisione pubblica oppure se sia lo stesso conduttore ad aver creato, attraverso rapporti ancora da chiarire, le condizioni di una vicenda destinata ora a essere esaminata dalla magistratura.

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