Incendio doloso a Bibbiena: arrestato un 42enne accusato di aver distrutto l’abitazione dell’amico che lo ospitava.
Prima avrebbe preparato gli zaini e la valigia, poi avrebbe appiccato il fuoco alla camera da letto e lasciato l’appartamento. A pochi metri dallo stabile, secondo la ricostruzione degli investigatori, si sarebbe infine seduto su una panchina per osservare le fiamme. È questa la sequenza contestata a un uomo di 42 anni, arrestato dai Carabinieri di Bibbiena con l’accusa di incendio doloso.
Il rogo risale al 13 giugno e ha interessato un appartamento situato al terzo piano di una palazzina in via Segheria, nel centro di Bibbiena, in provincia di Arezzo. Le fiamme hanno distrutto quasi completamente l’abitazione, raggiungendo anche il piano sottostante e rendendo necessaria l’evacuazione dell’intero edificio.
Non risultano persone ferite, ma il rapido avanzamento dell’incendio avrebbe esposto a un concreto pericolo gli occupanti dello stabile e gli immobili vicini. Dopo quasi un mese di indagini, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Incendio doloso a Bibbiena dopo una lite per pochi euro
All’origine dell’accaduto ci sarebbe un contrasto economico nato per una somma di poche decine di euro. Il 42enne era ospitato nell’appartamento preso in affitto da un amico e dalla madre di quest’ultimo.
Durante la giornata del 13 giugno, tra i due uomini sarebbe scoppiata una discussione particolarmente accesa. La tensione sarebbe aumentata al punto da spingere il proprietario di casa ad allontanarsi dall’abitazione per chiedere aiuto ai vicini.
Proprio in quei minuti, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’ospite sarebbe rimasto solo all’interno dell’appartamento. Avrebbe raccolto i propri effetti personali, sistemandoli in alcuni zaini e in una valigia, prima di dirigersi verso la camera matrimoniale.
Il fuoco sarebbe stato appiccato nella zona del letto utilizzando un mezzo di innesco. Le fiamme avrebbero rapidamente raggiunto gli altri ambienti, distruggendo mobili, pareti e gran parte di ciò che si trovava nell’abitazione.
Prima di allontanarsi, il 42enne avrebbe informato l’amico della presenza dell’incendio. Non avrebbe però chiamato direttamente i soccorsi. L’allarme sarebbe stato lanciato dai residenti della palazzina, dopo essersi accorti del fumo e delle fiamme provenienti dal terzo piano.
La valigia, l’uscita dallo stabile e l’attesa sulla panchina
Uno degli elementi centrali dell’indagine riguarda il comportamento attribuito all’uomo subito dopo l’innesco. Dopo aver lasciato l’appartamento con i propri bagagli, il 42enne non si sarebbe allontanato dalla zona.
Gli investigatori sostengono che si sarebbe seduto su una panchina situata a breve distanza dalla palazzina. Da quella posizione avrebbe assistito allo sviluppo dell’incendio e alle operazioni avviate per mettere in sicurezza gli abitanti.
La dinamica ha richiesto l’intervento dei soccorritori e l’evacuazione precauzionale dell’intero stabile. L’appartamento dal quale era partito il rogo è stato quasi completamente distrutto, mentre le fiamme e il calore hanno provocato danni anche all’abitazione sottostante. Due alloggi vicini sono stati dichiarati inagibili.
Sin dalle prime verifiche, la natura dolosa dell’incendio era stata considerata l’ipotesi principale. Gli accertamenti svolti nelle settimane successive avrebbero permesso di individuare il punto di origine delle fiamme e di ricostruire quanto accaduto prima e dopo il rogo.
Il 42enne trasferito nel carcere di Arezzo
Sulla base degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari ha riconosciuto la presenza di gravi indizi di colpevolezza e ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Bibbiena. L’uomo è stato quindi trasferito nella casa circondariale di Arezzo, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’accusa contestata è quella di incendio doloso.
