Cecchetto promuove De Martino a Sanremo: «E’ tornato il coraggio, fino ad ora solo anziani»

Claudio Cecchetto applaude la svolta giovane di Sanremo con Stefano De Martino e critica le recenti conduzioni affidate a figure più anziane.

Per Claudio Cecchetto, il cambio di passo è già evidente: il Festival di Sanremo ha scelto finalmente di rischiare, affidandosi a un volto più giovane. Il produttore e talent scout ha accolto con parole nette il nuovo corso legato a Stefano De Martino, rompendo con la tradizione degli ultimi anni e riaprendo il dibattito sull’età dei conduttori e dei direttori artistici della manifestazione.

Cecchetto ha parlato alla vigilia del suo “Deejay-show”, in programma venerdì 17 luglio in piazza Cameroni a Treviglio, nell’ambito dell’Estate Trevigliese. Un appuntamento costruito come un viaggio attraverso oltre quarant’anni di musica italiana, dagli anni Settanta fino ai successi che hanno segnato le generazioni successive.

Sul palco, insieme a lui, sono annunciati artisti legati alla sua carriera e alle sue intuizioni. Tra questi Tracy Spencer, vincitrice del Festivalbar 1986 con “Run to me”, e Johnson Righeira, tra i primi protagonisti lanciati attraverso Radio Deejay.

Claudio Cecchetto difende la scelta di Stefano De Martino

Il giudizio di Cecchetto sulla nuova fase del Festival è diretto. Parlando dell’arrivo di Stefano De Martino, il produttore ha sottolineato soprattutto il ritorno a una scelta meno prudente e più orientata al futuro.

«Menomale, Sanremo è stato rappresentato solo da anziani nella conduzione e direzione artistica. Io avevo 27 anni quando l’ho condotto. Si capisce che è tornato il coraggio».

Le parole di Cecchetto mettono al centro uno dei temi più discussi attorno alla manifestazione: il ricambio generazionale. Per anni il Festival ha puntato su figure di grande esperienza, capaci di garantire risultati e stabilità. La scelta di affidare un ruolo centrale a De Martino rappresenta invece, secondo il produttore, un segnale di apertura verso linguaggi e pubblici differenti.

Il paragone con la propria esperienza è inevitabile. Cecchetto aveva appena 27 anni quando salì sul palco dell’Ariston come conduttore. Guidò le edizioni del 1980, 1981 e 1982, entrando nella storia televisiva italiana in una fase nella quale la Rai sembrava più disponibile a puntare su volti emergenti.

La sua presa di posizione non riguarda soltanto un nome, ma un modello di televisione. Nella lettura del produttore, la forza di un evento come Sanremo dipende anche dalla capacità di anticipare i gusti, accettare l’incertezza e affidarsi a personalità non ancora consolidate definitivamente.

Dal Gioca Jouer alle grandi scommesse vinte nella musica

Il legame tra Claudio Cecchetto e Sanremo non si limita alla conduzione. Sul palco dell’Ariston nacque anche uno dei fenomeni musicali più riconoscibili della cultura pop italiana: il “Gioca Jouer”.

Il brano venne utilizzato come sigla del Festival su intuizione del patron Gianni Ravera e si trasformò rapidamente in un successo nazionale. La canzone, costruita attorno a una sequenza di gesti e comandi, è rimasta nel tempo uno dei simboli della musica leggera dei primi anni Ottanta.

Quella intuizione anticipò il metodo che avrebbe caratterizzato l’intera carriera di Cecchetto. Il produttore ha costruito il proprio percorso individuando artisti, format e linguaggi capaci di parlare direttamente al pubblico più giovane, spesso prima che il mercato ne comprendesse pienamente il potenziale.

Alla sua attività sono legati nomi come Jovanotti, gli 883, Sandy Marton e Sabrina Salerno. Artisti differenti per stile e percorso, ma accomunati dalla capacità di interpretare un momento preciso della società italiana.

Cecchetto non si è limitato a produrre canzoni. Ha contribuito a modificare il modo di comunicare la musica, valorizzando radio, televisione, immagine e rapporto diretto con il pubblico. Radio Deejay fu uno degli strumenti principali di questa trasformazione, diventando un laboratorio dal quale sarebbero usciti conduttori, musicisti e personaggi destinati a segnare l’intrattenimento nazionale.

Lo show di Treviglio riporta sul palco quarant’anni di successi

Il “Deejay-show” di Treviglio ripercorrerà le tappe principali di questa storia attraverso una lunga selezione musicale. La scaletta partirà dagli anni Settanta, attraverserà gli Ottanta e i Novanta e arriverà alle hit dei decenni più recenti.

La presenza di Tracy Spencer riporta l’attenzione su una delle scoperte più note di Cecchetto. L’artista conquistò il Festivalbar nel 1986 con “Run to me”, diventando uno dei volti simbolo della musica dance di quel periodo.

Accanto a lei ci sarà Johnson Righeira, protagonista della stagione dei grandi successi estivi e tra i primi artisti valorizzati dall’esperienza di Radio Deejay. Lo spettacolo sarà quindi non soltanto un dj set, ma anche una ricostruzione dal vivo di una fase centrale della musica italiana.

L’appuntamento di piazza Cameroni offrirà a Cecchetto anche l’occasione per tornare sui passaggi decisivi della propria carriera: dalle prime esperienze televisive alla nascita di nuovi format, fino alle scommesse su artisti che inizialmente venivano considerati fenomeni passeggeri.

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