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Fondo Monetario allarme lavoro vent’anni per tornare a livelli pre-crisi

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Il Fondo Monetario stronca l’economia italiana.

L’importantissimo istituto americano, dopo una recente analisi sulle economie dei paesi dell’Eurozona, ha stilato un rapporto che è impietoso nei confronti dell’Italia e dice che la crescita dell’economia italiana è così lenta che per ritornare ai livelli di normalità ci vorranno vent’anni.

Il Fondo Monetario specifica inoltre che ci vorrà tempo, molto tempo prima che l’Italia torni ai livelli di occupazione prima della crisi economica.

Nella stessa situazione dell’Italia c’è un altro paese dell’Eurozona, il Portogallo.

Secondo il Fondo Monetario le condizioni per una ripresa forte e veloce ci sarebbero tutte: da un forte ribasso del costo delle materie prime come il petrolio, la liquidità che è aumentata di molto per l’intervento della Bce ed inoltre perché l’euro si è svalutato.

Tre condizioni, petrolio, euro e liquidità che potrebbero far volare l’economia italiana che purtroppo al momento sono servite a poco.

Il Fondo monetario europeo ha anche detto che l’aumento degli stipendi anche, se minimo, sta portando in Italia un piccolo aumento della domanda interna.

Secondo l’analisi del Fondo Monetario il Pil nella zona Euro sarà in constante crescita sia nel 2015 che nel 2016.

Nel 2015 il Pil salirà dell’1,5% mentre nel 2016 dell’1,7%.

La crescita in Europa è molto più bassa rispetto agli Stati Uniti d’America dove il Pil in questi ultimi mesi sta volando.

Anche il tasso di occupazione nell’Eurozona è ancora molto alto con una media dell’11%, in America si è attestato al 5%.

Il Fondo Monetario ha anche riferito che la Spagna è la nazione che in Europa si sta riprendendo con forza, anche la Germania non ha mai smesso di trainare l’economia dell’eurozona, l’Italia invece viene da tre anni di profonda crisi e fatica a riemergere.

Il titolare del dicastero dell’economia Padoan ha così commentato il rapporto del fondo monetario: “La stima del Fmi secondo la quale occorrerebbero 20 anni per riportare l’occupazione a livello pre crisi è basata su una metodologia che non tiene conto delle riforme strutturali che sono state già introdotte”.