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Figlio di Gheddafi, ex calciatore Perugia torturato in cella dai carcerieri

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Saadi Gheddafi , terzogenito del colonnello e dittatore Gheddafi, morto diversi anni fa,  e famoso anche in Italia per aver giocato, anche se per poco tempo in alcune squadre italiane come il Perugia di Luciano Gaucci ,sta subendo delle torture come detenuto di una prigione a Tripoli dove si trova anche insieme ad altri detenuti.

Saadi Gheddafi nel Perugia giocò solo in una partita, quella contro la Juventus perché risultò positivo al doping e lì finì la sua carriera calcistica.

Human Rigths Watch, dopo essere venuto a conoscenza e avere visionato questo filmato, vuole che le autorita’ libiche aprano un’inchiesta sulla vicenda per porre fine alla situazione tragica che si sta verificando.

Fino ad ora esiste un video, che è stato messo in rete sabato 2 agosto dove sulla scena appare Saadi Gheddafi che indossa una tuta verde, ha gli occhi bendati e dapprima viene colpito da diversi schiaffi sul viso e poi colpito in modo violento ai piedi.

Saadi Gheddafi nel 2014 fu  estradato dal Niger in Libia e lì fu tradotto in un carcere, quello di al-Hadba perché accusato di essere uno degli assassini di Bashir al-Riani, un calciatore libico molto bravo e famoso negli anni ’80.

IL carcere di al-Hadba è dalle milizie islamiste.

Tripoli si sta già muovendo a livello di indagini tanto che la procura di Tripoli sta cercando di risalire all’identità dei carcerieri violenti.

Joe Stork, vice direttore della sezione Medio Oriente di Hrw ha dichiarato: “Il video che sembra mostrare prigionieri picchiati suscita serie preoccupazioni sui metodi utilizzati per interrogare al-Saadi Gheddafi e altri detenuti nella prigione di al-Hadba”.

Il filmato è stato diffuso online sabato 2 agosto a sette giorni di distanza dalla condanna a morte, da parte di un tribunale libico, di Saif al-islam al-Islam, il secondo figlio di Gheddafi.

La condanna a morte del secondo figlio di Gheddafi, Saif al-islam al-islam è avvenuta in occasione della repressione della ‘Primavera’ libica del 2011.