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Lago di Garda, contro l’inquinamento saranno utilizzati i droni acquatici

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Il controllo delle acque dei fiumi e dei laghi potrà avvenire tramite i droni acquatici. Il progetto è stato studiato da 6 università con sedi in diverse nazioni europee e anche da 14 associazioni.

I droni acquatici entreranno in funzione  sul Lago di Garda a partire dal prossimo 1 giugno ed avranno l’arduo compito di controllare le acque del più grande lago italiano e soprattutto la presenza di sostanze nocive ed inquinanti. Un compito importantissimo che servirà alla salvaguardia di uno dei più suggestivi luoghi dell’intera penisola italiana.

Un interessantissimo progetto denominato IntCath, interamente finanziato da Horizon 2020, prevede l’utilizzo di una serie di droni che avranno il compito di perlustrare le acque di importanti laghi e fiumi in Europa. I ricercatori intendono costantemente monitorare il grado di salute delle acque di importantissimi laghi, come quello del Garda in Italia e il Yliki in Grecia e di fiumi come il Tamigi nel Regno Unito e il Tier in Spagna.

Il progetto InCatch prevede che i droni acquatici controllino ogni criticità delle acque e il loro grado di inquinamento. All’importante progetto hanno partecipato anche gruppi di ricercatori italiani dell’università di Verona. In particolare, il Lago di Garda sarà costantemente controllato per scoprire se vi sono problemi di inquinamento che possono provocare danni alla flora e la fauna di uno dei più belli laghi d’Italia.

I droni acquatici avranno il compito di perlustrare le acque del Lago di Garda e di raccogliere campioni che poi saranno analizzati. Il compito dei droni sarà quello di scovare sostanze nocive come pesticidi e diossine e controllare se nelle acque del lago vi è la presenza di rifiuti solidi. I pesticidi e le diossine ingerite dai pesci presenti nel lago di Garda provocano problemi non solo agli animali stessi ma anche all’uomo qualora li consumi.

I droni, con il continuo monitoraggio delle acque e con il sistema Gps, riescono a rilevare aree inquinate in pochissimi minuti, consentendo l’intervento dell’uomo quasi in tempo reale. InCatch avrà inizio il prossimo 1 giugno e terminerà il 31 gennaio de 2020. La costruzione di droni acquatici è avvenuta grazie alle cospicue somme finanziate dalla comunità europea, pari a 8,7 milioni di euro.

L’utilizzo dei droni nelle acque dei laghi avverrà contemporaneamente sia nel Lago di Garda, che nel Tamigi e in alcuni fiumi francesi. Subito dopo, il progetto InCath sbarcherà anche in altri paesi come ad Atene Yliki e il fiume Tier in Spagna.

Alberto Tomei massimo dirigente della Gardesana Servizi, azienda che ha partecipato al progetto Intach ha così commentato l’uso dei droni acquatici nelle acque del lago di Garda: “Intcatch  è il frutto di una stretta collaborazione tra Azienda Gardesana Servizi, l’Università di Verona e una serie di partner privati veronesi; un progetto che sposa la filosofia e la vision di coinvolgere le associazioni di categoria, gli stakeholder, gli ordini professionali e la popolazione per uno sviluppo condiviso del territorio”.

Nicola Sartor, magnifico rettore dell’Università di Verona, ha voluto spiegare come è nato il progetto Intach: “È una giornata molto importante l’occasione per presentare e valorizzare questo progetto di ricerca applicata, realizzato in partnership con soggetti non universitari. Si tratta di un grande successo, considerato anche quanto sia difficile ottenere i finanziamenti del programma Horizon2020”.