breaking-news, Italia

Pomezia, Matteo Renzi annuncia investimenti di 2,5 miliardi per la ricerca

Pomezia-Matteo-Renzi-annuncia-investimenti-di-2-5-miliardi-per-la-ricercaIl premier Matteo Renzi ha visitato l’Irbm Scienza Park a Pomezia, una città di oltre 60 mila abitanti in provincia di Roma. L’Irbm è un centro di ricerche molto importante che è stato determinante nell’isolare l’ Ebola, virus che l’anno scorso ha provocato la morte di tantissime persone.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha dichiarato che tra qualche giorno sarà approvato un decreto legge per la sovvenzione dei centri di ricerca. Il governo ha intenzione di investire per i centri di ricerca italiani 2,5 miliardi di euro.

Il premier, al termine della visita nell’importante centro di ricerca di Pomezia, ha così svelato il piano del governo di investire in Italia ingenti somme per la ricerca: “La mia non è una contro narrativa, uno storytelling per negare i problemi. E questa la realtà del Paese. Per venti anni ci siamo depressi raccontando l’Italia come un Paese finito. E invece è un Paese infinito. Ora ci vuole il coltello tra i denti. E che ha tutte le caratteristiche per poter immaginare il proprio futuro”.

Il finanziamento di 2,5 miliardi di euro per la ricerca nel nostro paese, era già stato approvato con la legge di stabilità del 2016. La nuova legge di stabilità, entrata in vigore dal 1 gennaio 2016, prevede uno stanziamento iniziale di 100 milioni che serviranno ad aumentare di quasi il doppio il numero dei ricercatori presenti nelle tantissime università italiane.

Al finanziamento per l’incremento dei ricercatori nelle città italiane sono state aggiunte altre somme del governo che serviranno peri incrementare il numero di cattedre disponibili.

Matteo Renzi ha anche parlato dell’importante centro di ricerca di Pomezia ed ha affermato che: “Nel 2009 qualcuno voleva tracciare una croce su questa struttura. E qui partono i pazzi che decidono di investirci e da Pomezia fanno ripartire una storia che sembrava sparire, ripartendo da 22 persone. Da questo nucleo si arriva alle 250 persone di oggi, di cui una cinquantina assunte l’anno scorso col jobs act».