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Pd, possibile duello Matteo Renzi – Enrico Letta per la segreteria partito

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Si svolgerà il prossimo 4 aprile la riunione della direzione del Partito Democratico prevista per oggi. Matteo Renzi e la dirigenza del Pd hanno deciso di rinviare la riunione, che si prevedeva molto accesa, nel tentativo di calmare le acque troppe agitate.

La minoranza Dem contesta a Matteo Renzi di governare con i reduci di Foza Italia. prima con Angelino Alfano e poi con Verdini. Inoltre a Matteo Renzi viene chiesto di chiarire il suo pensiero sul referendo contro le trivelle che si svolgerà il prossimo 17 aprile.

La tanto attesa riunione della direzione del Partito Democratico è stata rinviata. In tanti nel PD ritenevano che la riunione della direzione sarebbe stata la resa dei conti tra i renziani e la minoranza Dem. Persone molto vicine all’ambiente Pd ritengono che la scissione del partito non sia mai stata così vicina.

A far accendere gli animi nella minoranza Dem è soprattutto l’appoggio che il governo in questi ultimi mesi sta avendo dall’ex Forza Italia Verdini che, con i suoi voti, in alcuni casi, è determinante per l’esecutivo Renzi. La minoranza Dem ha chiesto a Matteo Renzi, che ricopre anche l’incarico di segretario del Pd, di indire al più presto il congresso. Matteo Renzi non  si sarebbe sottratto allo scontro in direzione con i rappresentati della minoranza Dem, ma sembra che abbia preferito far passare qualche altro giorno per evitare la frattura che avrebbe portato non pochi problemi a pochi mesi dalle elezioni amministrative in città importanti come Roma, Milano, Torino e Napoli.

Sembra che, però, un’altra notizia stia destando non poca preoccupazione tra i renziani. Il possibile candidato alla segreteria del Pd da parte della minoranza Dem potrebbe essere proprio Enrico Letta.

A decidere che l’avversario di Renzi alla poltrona di segretario del partito possa essere Enrico Letta sembra che siano stati Bersani ed i suoi uomini. Il congresso che provvederà all’elezione del prossimo segretario del Partito Democratico si dovrebbe tenere ad autunno 2017 anche se la minoranza dem ha chiesto di anticiparlo nel 2016.

L’ipotesi di un congresso del Partito già ad autunno del 2016 è stata scartata dalla direzione del Pd che ha reso noto che, tutt’al più massimo potrebbe essere anticipato di sei mesi.

Matteo Renzi non ha smesso mai però di replicare alle dure polemiche nel Pd ed al congresso dei giovani democratici ha attaccato duramente la minoranza Dem affermando che: “Mi dicono: ma tu governi coi voti del centrodestra? Già, perché abbiamo perso le elezioni l’altra volta. La prossima volta le vinceremo e non ci saranno. Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta”.

Il premier ha voluto precisare che i tanto criticati Alfano e Verdini hanno votato la fiducia al governo e che la medesima cosa era anche successa con il governo Letta e Monti.

Per quanto riguarda il congresso Dem che è stato rinviato per cercare di abbassare i toni della polemica all’interno del Pd, Matteo Renzi aveva dichiarato che: “Mi resta l’ambizione di non discutere di piccole beghe ma di temi più grandi. Ma su questo facciamo i conti domani, non è questa la sede per parlarne”.

Renzi aveva anche parlato del suo futuro politico: «A un certo punto il primo a essere rottamato sarò io. Non abbiate paura di giocarvi la carta del potere, perché non ha un valore né positivo né negativo: è la carta per fare le cose»,

Un  altro tema che sta sempre più agitando la discussione all’interno del Pd è la mancata prese di posizione del governo sul referendum per lo stop delle trivelle: “Che il Pd dia un’indicazione sul referendum sulle trivelle non significa che non ci sia la piena possibilità per chiunque, senza intervento della segreteria, di fare quel che crede. Ma non fatevi prendere in giro: non è un referendum sulle nuove trivelle, che hanno già la linea più dura d’Europa. È un referendum per bloccare impianti che funzionano. Io lo considero uno spreco. Ciascuno quando voterà sì o no pensi se sia giusto che 10mila persone perdano il posto”.

Matteo Renzi aveva anche attaccato i promotori del referendum: “Le Regioni che hanno fatto questo quesito sulle trivelle sono di centrosinistra e di centrodestra. È il quesito di Zaia e Toti. Hanno chiesto che a un certo punto si dica basta. Per fare cosa? Non buttate 300 milioni per dare segnali. Pensate a quanti posti negli asili le Regioni avrebbero potuto fare con quei soldi…”.