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Gianluca Grignani choc “In Italia i media sono crudeli fanno istigazione al suicidio”

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Il cantante Gianluca Grignani torna a far parlare di se con alcune dichiarazioni choc a Radio Cusano Campus. Il famoso cantante solo qualche settimana fa a Borgetto, un piccolo paese in provincia di Palermo, diede in escandescenza interrompendo all’improvviso il concerto.

Grignani ha attaccato duramente i media affermando che: “Il gioco che fanno i media in Italia sta diventando ridicolo. Mi hanno fatto morire tante volte, ma un poeta diceva che gli eroi muoiono solo una volta, tutte le altre volte si rialzano. Preferisco non star dietro alle cazzate che certe volte vengono fuori, evito anche di rispondere. Mettono gli anabolizzanti all’interno di molte notizie. La mia fortuna è che io sono un uomo forte e certe cose non mi hanno mai toccato più di tanto. Altre persone avrebbero potuto sentirsi quasi istigate al suicidio, i media devono stare attenti”.

Il celebre cantante ha però detto di essersi abituato agli attacchi dei media: “Io ho le spalle larghe e un pubblico che mi adora e che mi ha perdonato certe situazioni e certe difficoltà  ma c’è gente che ci può morire davanti a queste cose, usano la parola, la comunicazione, come se fosse una spada in grado di tagliarti in due. Ripeto, a volte sembra istigazione al suicidio. Se fossi stato un po’ più debole, se le persone che ho accanto non mi avessero creato questa corazza, mi chiedo come sarebbe finita”.

Gianluca Grignani è diventato celebre per aver cantato alcune canzoni di grandissimo successo: “Il segreto per arrivare a una carriera di vent’anni? Non arrivare mai all’apice. Mi sono ritirato dalla televisione per diversi mesi e ho ripreso a fare i concerti da solo in acustico, pubblicizzandoli venti giorni prima dell’evento. Bisogna sempre mettersi in gioco, per star fuori da tutti i meccanismi un po’ strani che sono attorno al mondo dei live. La musica non ha profondità né lato, bisogna sperimentare, lavorare, bisogna essere artisti e non semplicemente marketing man. I soldi fanno girare il mondo, ma anche la cultura lo fa. Chi riesce ad abbinare le due cose senza vendersi, allora può definirsi artista”.