MiFid II, i dettagli di una rivoluzione all’insegna della trasparenza

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Il mercato finanziario sta per vivere l’ennesima rivoluzione all’insegna della trasparenza. Con il MiFid II, torna al centro dell’attenzione il cliente con una serie di regolamenti imposti agli erogatori del servizio. La legge, che entrerà in vigore il primo gennaio del 2018, punta a svecchiare il mercato per consentire ai fruitori una visione sostanziale d’insieme, premiando chi è più chiaro, trasparente e vantaggioso. In gioco ci sono quote di mercato importanti, anche in considerazione di un’evoluzione dei portafogli che va sempre più nella direzione di quella diversificazione che consente di attutire gli improvvisi capovolgimenti degli andamenti.

Dal punto di vista pratico, una prima, grande novità per gli italiani, che sin dai primi passi nel mondo finanziario potranno conoscere con chiarezza le fee, sia in termini percentuali che in termini assoluti. Sarà così più facile calcolare le spese dovute alla gestione, evitando così di non conoscere nei minimi dettagli l’evoluzione del proprio investimento. I riferimenti in termini frazionari e in termini concreti saranno quindi l’aiuto più importante anche per coloro che si sono affacciati da poco al mondo del fintech.

Se quella della fee è una novità sostanziale che solletica il “palato” degli italiani, è quanto concerne la product governance. Con la MiFid II impone infatti ai consulenti di proporre ai propri clienti un prodotto che risulti essere quanto più attinente al proprio profilo. Ogni risparmiatore, infatti, oltre a disporre di un capitale differente, risulta essere più o meno propenso al rischio, e può anche avere orizzonti temporali e finalità totalmente differenti. In questo senso, come consigliano gli esperti, una governance che si rispetti dovrà proporre strumenti in grado di minimizzare i rischi e ottimizzare il rendimento, avallando una diversificazione sia di tipo geografico che in ambito settoriale.

L’introduzione della Mifid II – evidenzia Paolo Galvani di Moneyfarm – rappresenta nel contesto italiano una ventata d’aria fresca e offre un importante spunto per l’industria del risparmio per riformare la propria offerta. Non ci aspettiamo rivoluzioni e siamo consci dei limiti della riforma, ma non possiamo che essere felici del fatto che finalmente vengano offerti agli investitori alcuni strumenti fondamentali per orientarsi nell’offerta dei prodotti finanziari. Le necessità del risparmiatore per troppo tempo sono state infatti messe in secondo piano rispetto alla necessità commerciali di parte dell’industria e ogni inversione di tendenza in questo senso non potrà che portare benefici al mercato”.

A muoversi, in questo caso, dovranno essere banche, gestori e consulenti indipendenti, che dovranno adeguarsi alla normativa se non vogliono perdere progressivamente fette importanti di mercato. Il tempo stringe, mancano poco più di quattro mesi all’attuazione della nuova legge che regolamenterà i prodotti finanziari.

I vantaggi per i clienti saranno indiscutibili, ma potranno avvantaggiarsi anche quei player che sapranno ascoltare al meglio le esigenze del mercato, interfacciandosi con i clienti attraverso numerosi touchpoint anche grazie all’ausilio della tecnologia. Si va, quindi, verso un modello di servizio sempre più potenziato, in grado di garantire una consulenza a 360%, che farà della trasparenza, del monitoraggio e della profilazione i punti cardini della propria innovazione.

 

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