Isabella Ferrari racconta tutto sulla grave malattia che ha e dice, non bisogna aver paura di morire

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Isabella Ferrari ha rilasciato una lunga e bellissima intervista al giornale “Vanity Fair” dove ha raccontato tantissimi aspetti della su avita.

La bravissima attrice che ha 55 anni dice di sentirsi ancora molto bella e di non accorgersi del tempo che passa e di non vederlo neppure sulla sua pelle e sul suo fisico. Poi passa a parlare della gravissima e rara malattia che l’ha colpita e dice: “Per due anni ogni mattina sono andata in ospedale, ho capito che non bisogna aver paura di morire è la paura di vivere a fregarti”.

L’attrice parla anche del nuovo film che sta girando “Sotto il sole di Riccione”, e che non vuole essere la continuazione di “Sapore di mare” e infatti dichiara così: “Non si può certo considerare un sequel di ‘Sapore di mare’ . Però a me piace pensare che lo sia. Perché interpreto il ruolo che fu di Virna Lisi. E perché finalmente questa volta mi fanno fare la parte della vecchia. Una liberazione. Perché oggi sono più tranquilla. Sul set. Nella vita. In tutto”.

Poi ha raccontato quello che le è accaduto quando un giorno si è svegliata:  “Qualche anno fa succede che una mattina mi sveglio e non riesco più a muovere le gambe . Tutto è precipitato in fretta. Inizia il calvario delle visite e delle diagnosi. E le diagnosi si dimostrano sempre sbagliate, anche quelle fatte da medici e ospedali stranieri. Vado all’estero, mando il mio sangue per esami negli Stati Uniti. Poi arrivano i dolori accecanti, il cortisone. Una notte, era il 2 giugno, mi ricoverano in un ospedale vicino a casa, a Roma. Lì incontro il medico più importante per me. La diagnosi che fa non è per niente buona. Mi perdoni, ma non farò il nome di questa malattia rara perché appena l’hanno fatto a me sono andata su Internet, ho digitato la patologia e mi sono spaventata. Insomma, il medico suggerisce una terapia importante e pericolosa, qualcosa che poteva funzionare solo in una percentuale di casi. Io decido di non farla e parto per Pantelleria”.

 Poi racconta che con tanta tenacia e con la terapia giusta si è ripresa