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Positivo al Covid-19 il direttore de La Stampa Giannini, il racconto delle sue interminabili ore passate in ospedale “Ho sentito tanti pazienti piangere e gridare dal dolore”

Il direttore del quotidiano La Stampa, Massimo Giannini, è positivo al Coronavirus. A renderlo noto è stato lo stesso famoso giornalista.

I primi sintomi nella giornata di sabato. Tosse, mal di gola e dolori al torace. Poi il tampone e alcune ore passate in ospedale, tra urla di dolore e pianti delle persone ricoverate per Covid-19.

“Ho sentito tanti pazienti piangere e gridare di dolore”.

Giannini oggi ha scritto un articolo su la Stampa sulla sua positività:  “il giornale e la nostra comunità perché il rischio di contagio nella redazione come in qualunque altro luogo di lavoro va gestito con rigore e garantiremo la sicurezza di tutti”. Le redazioni torinesi e romane del quotidiano ieri sono state prima evacuate e poi sanificate. Ma l’informazione non si ferma. “Il giornale sarà in edicola e il sito sarà on line”.

“Di fronte alla drammatica impostura dei negazionisti e alla cinica disinvoltura dei riduzionisti. Di fronte all’insofferenza degli imprenditori  e all’indifferenza dei giovani verso le restrizioni imposte dalle autorità politiche. Di fronte a un pericolo mortale: che scenda il Grande Oblio sulla tragedia che abbiamo vissuto tra marzo e aprile, sui diecimila morti soli senza l’ultima carezza e sugli ‘eroi in corsia’ che hanno dato la loro vita per salvare quella degli altri”.

Giannini ha voluto raccontare a Otto e mezzo su La7 le sue ore passate in ospedale: “Alla luce di quello che ho visto ieri in ospedale, voglio dire che dobbiamo stare tutti più attenti. Serve più attenzione e più rigore. Dobbiamo metterci una mano sulla coscienza e non dimenticare quello che abbiamo vissuto, perché anche se adesso non siamo in quella situazione, possiamo tornarci rapidamente se non facciamo attenzione”. Poi un nuovo appello rivolto “soprattutto i giovani che devono avere grande senso di responsabilità, perché possono essere loro i principali veicoli del virus”.