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Immigrazione a Palermo le forze dell’ordine temono contagio virus Ebola

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Il primo paziente malato in Ebola è sbarcato in Europa ed è un missionario spagnolo  Miguel Pajares di 75 anni che è ora ricoverato nell’ospedale spagnolo Carlo III.

Sale la paura nel vecchio continente di un imminente contagio nel frattempo però l’organizzazione mondiale della Sanità ha cercato di calmare le acque dichiarando che praticamente impossibile che nel vecchio continente come in America l’ebola si diffonde come sta avvenendo nell’Africa Occidentale.

Intanto a Palermo cresce la paura fra i poliziotti di contrarre questo terribile virus stando sempre a contatto con l’immigrati che continuamente sbarcano sulle coste siciliane.

Da quello che si apprende sono in molti gli uomini delle forze dell’ordine che pur di evitare qualsiasi contatto con gli immigrati inviano il certificato medico al ministero degli interni per malattia.

Questa situazione molto particolare e di paura comprensibile è stata resa nota dal sindacato di polizia  Consap che ha reso noto che molti poliziotti hanno terror di contrarre il terribile virus dell’ebola essendo i più esposti stando sempre a contatto con gli immigrati che continuano a sbarcare sulle nostre coste.

In questi giorni nel porto di Palermo è arrivata la nave Urania, piena di immigrati provenienti dal nord dell’Africa e circa il 60% del personale del commissariato di polizia è ammalato.

Il timore grosso è che oltre l’ebola, che in Italia comunque non è stata ancora scontrata a nessun immigrato, gli emigrati vivendo in condizioni igieniche pessime possono trasmettere malattie come la tubercolosi o lo scabbia.

La Questura di Palermo però ha subito inviato una nota con la quale ha smentito la notizia diventata di dominio pubblico della presunta malattia di massa degli agenti del capoluogo siciliano: “Le complesse attività di accoglienza, identificazione, foto segnalamento e vigilanza dei migranti arrivati in porto si sono svolte regolarmente va quindi decisamente smentito che il 90% dei poliziotti palermitani comandati oggi di servizio al Porto, si sarebbe «dichiarato malato»”.