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Pensioni in Italia giù con la recensione in seguito al Pil negativo

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Sconcertante analisi dell’Inps se il Pil continuerà ad essere di segno negativo in Italia si rischia che il valore delle pensioni diminuisca.

Conseguenze in Italia fino a qualche anno fa impensabili ma ora scenari più che possibili.

Gli ultimi dati Istat del secondo trimestre 2014 hanno sancito che l’Italia è in recessione con un Prodotto interno lordo che dovrebbe costantemente aumentare che è diminuito dello 0,2%.

Questi dati si rifletto inevitabilmente sui consumi che effettuano gli italiani, sui salari che non possono aumentare e con il valore delle pensioni che inesorabilmente diminuisce.

Il centro ricerca Progetica ha svolto uno studio sui calcoli delle pensioni se il Pil manterrà il suo dato negativo.

Bene anzi male un uomo che ha ora compiuto il trentesimo anno di età in una situazione attuale continuando  fino alla pensione riceverà un assegno dall’Inps pari al 49%  dello stipendio attuale un disastro inimmaginabile perché difficilmente si raggiungerebbero i mille euro mensili con gli stipendi in media che ricevono i lavoratori italiani.

Se la crescita fosse pari a zero, dato comunque molto preoccupante,  per un lavoratore sempre di 30 anni la pensione sarebbe del 59% dell’attuale busta paga, se come ci auspichiamo tutti il Pil ricominciasse a salire tanto da arrivare al 2% la retta pensionistica sarebbe pari al 71% dell’ultima busta paga.

Per invece i quarantenni  che attualmente sonno occupati, visto che anche difficile trovare al giorno d’oggi una persona che abbia un posto di lavoro sicuro, che dovranno lavorare ancora secondo l’attuale riforma pensionistica per altri 27 anni la situazione non cambia di molto rispetto ai tentenni attualmente occupati.

Con una pensione in caso di crescita zero del Pil pari al 49% della busta paga, del 67% del il Pil avesse un incremento con un più 1 per cento in più, e del 76% se come si spera il Pil aumenti del 2%.

Situazione leggermente migliore per i lavoratori che hanno compiuto 50 anni di età che con un Pil pari a zero avrebbero una pensione pari al 35% dell’ultima busta paga, se il Pil  fosse uguale ad 1 la rette mensile della pensione sarebbe pari al 70%, se il Pil dovesse avere un incremento pari al 2% la pensione sarebbe quasi pari all’80%.

Molto preoccupante la situazione per i lavoratori autonomi che si troverebbero con delle pensioni veramente irrisorie se Pil avesse un andamento simile a quello degli ultimi anni.

Per un libero professionista di 30 anni la pensione sarebbe pari al 35% del reddito de ci fosse un Pil a crescita zero, se invece il Pil avesse segnali di ripresa attestandosi intorno all’1%  il lavoratore avrebbe diritto al 42%, salirebbe al 50% in caso di un Pil pari al 2%.

Situazione drammatica anche per i lavoratori autonomi che hanno 40 anni di età che se i dati Istat si mantenessero vicini a quelli attuali sul Prodotto interno Lordo avrebbero diritto ad una pensione pari al 34%, se il Pil crescerebbe di poco arrivando all’1% l’incremento della pensione sarebbe irrisorio pari al 39% mentre con un Pil al 2% la percentuale della retta pensionistica sarebbe apri al 45% del reddito del lavoratore.

Situazione molto preoccupante che fa comprendere quali possono essere le prospettive se vi sia ancora un lungo periodo di stagnazione della nostra economia.