Landini lancia ultimatum alla Meloni: “Ipocrisia inaccettabile, risposte subito o mobilitazione”
Il segretario della Cgil lancia un ultimatum all’esecutivo dai Fori Imperiali nel giorno del Primo Maggio. Foti attacca: “Ipocrisia inaccettabile”.
Primo Maggio, Cgil in piazza a Roma
Nel tradizionale corteo del Primo Maggio, la Cgil ha animato la manifestazione nazionale ai Fori Imperiali di Roma, con al centro temi come diritti, lavoro e sicurezza. Sul palco, il segretario generale Maurizio Landini ha preso la parola per criticare duramente il governo guidato da Giorgia Meloni, invocando un deciso cambio di passo su più fronti.
“Se dal governo non ci saranno risposte adeguate – ha dichiarato Landini davanti a migliaia di persone – credo si debba aprire una fase di mobilitazione e di sostegno alla piattaforma unitaria per la sicurezza sul lavoro”. Le sue parole hanno ricevuto applausi e consensi da parte della platea, composta da sindacalisti, attivisti e cittadini provenienti da tutta Italia.
L’attacco di Foti: “Landini incoerente”
Alle dichiarazioni del leader della Cgil ha risposto con durezza il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che ha scelto il social X per replicare, puntando il dito contro quella che ha definito una “ipocrisia evidente”.
“Mentre protesta per i salari bassi, Landini percepisce una busta paga di 7.616 euro lordi al mese, dopo l’ultimo aumento di 257 euro mensili – ha scritto Foti –. Con una simile coerenza è pronto per fare il leader della Sinistra Italiana”.
Le parole del ministro evidenziano la distanza tra le posizioni del governo e quelle del sindacato, che da tempo spinge per misure come l’introduzione del salario minimo, sostenuta anche da esponenti della sinistra come Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
Sindacati divisi, ma uniti nella protesta
Nonostante differenze interne tra sigle sindacali e visioni politiche, la manifestazione del Primo Maggio ha visto un’ampia partecipazione, con lo slogan condiviso della difesa dei diritti dei lavoratori e della richiesta di maggiore attenzione istituzionale verso la sicurezza sui luoghi di lavoro. Landini, in particolare, ha sottolineato l’urgenza di interventi concreti per arginare le morti bianche, ribadendo che la battaglia sindacale non può fermarsi.