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“Elly non c’era”: Conte punge Schlein e si prende la scena

Il leader del M5S sfrutta ogni passo falso del Pd per guadagnare terreno: tra ambasciate, mozioni e strategia “levantina”, Giuseppe Conte scompiglia il campo largo.

Villa Taverna, il blitz di Conte e l’assenza del Pd

Nel confronto quotidiano tra Giuseppe Conte e Elly Schlein, l’ultima “zampata” dell’ex premier è arrivata da Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore statunitense a Roma, dove si festeggiava in anticipo l’Independence Day. Il centrodestra ha partecipato in blocco, guidato da Giorgia Meloni insieme a Antonio Tajani e Matteo Salvini. Unico esponente dell’opposizione presente? Conte.

Mentre il Pd e l’alleanza rossoverde disertavano l’evento per marcare la distanza da Donald Trump, Conte ha preferito stringere mani e sorridere all’ambasciatore Tilman J. Fertitta, chiacchierando anche con il ministro Matteo Piantedosi. E lancia una frecciata a distanza: “Schlein non c’era? Un errore discutere l’alleanza con gli Stati Uniti”, ha detto ironico al Foglio.

Pace, Europa e guerra: Conte detta la linea, Schlein rincorre

La dinamica tra i due leader si ripete come in un eterno duello alla Tom & Jerry: la segretaria del Pd prova a inseguire, ma Conte sguscia via. La scena si replica a Bruxelles, dove sul tema del riarmo europeo e del sostegno militare all’Ucraina, il leader del M5S si posiziona con fermezza, senza esitazioni. Schlein, invece, è costretta a convivere con i vincoli del gruppo socialista e con una minoranza interna che scricchiola a ogni voto sulla politica estera.

Nel frattempo, Conte approfitta della sua libertà d’azione per posizionarsi su ogni tema strategico. Nessun legame formale, nessun obbligo di fedeltà europea. E così, alla plenaria di Strasburgo, può attaccare la Commissione von der Leyen senza mediazioni, partecipando alla mozione di sfiducia sul caso Pfizer, promossa da Gheorge Piperea (Ecr). Una trappola in piena regola per il campo largo, che rischia l’ennesima spaccatura.

La strategia dell’ex premier: nessun vincolo, massima visibilità

L’approccio di Conte è chiaro: occupare gli spazi lasciati scoperti dal Pd. Se Schlein tentenna, lui accelera. Se il Nazareno evita un confronto, lui si mostra disponibile. È così che l’ex presidente del Consiglio coltiva la sua ambizione finale: superare il Pd e guidare il fronte progressista alle prossime elezioni politiche.

Io sono l’uomo degli sprint, lei è una gregaria”, sembra voler dire a ogni occasione. Intanto, le uscite pubbliche di Conte, con la sua abilità nel dribblare domande e schivare risposte scomode, lo mantengono sempre un passo avanti.

La partita nel campo largo è tutt’altro che chiusa. E per ora, a vincerla, è chi sa fare più rumore… correndo in silenzio.