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Sala non molla, Tancredi verso l’addio. Il Pd lo difende, Conte lo accusa “La responsabilità è sua”

Il sindaco di Milano resta al suo posto nonostante l’indagine. In bilico l’assessore Tancredi, il Pd fa muro. Ma per Conte la responsabilità è politica

Indagato, ma determinato: Sala va avanti

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha deciso di non dimettersi nonostante l’indagine a suo carico. La sua posizione rimane salda, mentre traballa quella dell’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi, al centro dell’inchiesta che coinvolge la gestione di importanti dossier, tra cui la delicata questione della cessione dello stadio di San Siro.

Secondo le anticipazioni, per Tancredi la Procura avrebbe chiesto gli arresti domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari si pronuncerà mercoledì 23 luglio, giorno fissato per l’interrogatorio di garanzia. Le sue dimissioni potrebbero alleggerire la posizione in vista della decisione del gip.

Il Pd fa scudo attorno a Sala: “Serietà e coraggio”

Dopo iniziali esitazioni, il Partito Democratico ha fatto quadrato attorno al sindaco. Fonti del partito confermano che Elly Schlein ha telefonato a Sala per esprimergli solidarietà, mentre oggi sono arrivate anche le parole di Chiara Braga, capogruppo alla Camera: “Il Pd è al fianco del sindaco e della sua giunta, convinto della correttezza del suo operato, della serietà e del coraggio con cui ha guidato la città in anni difficili”.

Una posizione compatta, che si contrappone all’opposizione in consiglio comunale, dove Fratelli d’Italia e Lega hanno inscenato una protesta chiedendo le dimissioni immediate del primo cittadino. Sala, rimasto chiuso nel suo ufficio senza rilasciare dichiarazioni, ha fatto sapere che sarà presente in aula lunedì pomeriggio.

Meloni difende la coerenza, Conte attacca

Sul piano nazionale, la premier Giorgia Meloni ha scelto una linea equilibrata: “Non sono mai stata convinta che un avviso di garanzia porti all’automatismo delle dimissioni”, ha dichiarato al Tg1, sottolineando che la valutazione spetta al sindaco sulla base della sua capacità di governare efficacemente.

A sostegno di Sala è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha attaccato la magistratura, accusandola di voler oltrepassare i propri limiti e sostituirsi al legislatore.

Ben più netta la posizione del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha dichiarato: “È sua la responsabilità politica di un intero sistema costruito sulla speculazione edilizia”. Conte ha accusato anche il centrodestra di ipocrisia: “Trovo insopportabile che chiedano le dimissioni di Sala mentre tengono al governo la ministra Santanché, responsabile di truffa ai danni dello Stato”.

La vicenda si intreccia ora tra giustizia e politica, con gli occhi puntati sul verdetto del gip di mercoledì e sulle mosse future dell’assessore Tancredi, che potrebbe essere il primo a uscire dalla scena.