Italia & Dintorni

“Vai a casa?” “Sono già qua”: Soumahoro si allena sulle note di Ghali

Il deputato del Gruppo Misto pubblica un video del suo allenamento con una colonna sonora carica di significato: un nuovo messaggio sull’identità italiana

Il video in palestra e la scelta simbolica del brano

Un video che fa parlare. Aboubakar Soumahoro, deputato del Gruppo Misto ed ex sindacalista, ha pubblicato su Instagram una clip mentre si allena in palestra. Fin qui nulla di eccezionale, ma a far discutere è la scelta musicale di sottofondo: il brano “Cara Italia” di Ghali, artista simbolo della seconda generazione italiana.

Il pezzo è ricco di riferimenti sociali e politici sull’immigrazione, sull’identità e sull’integrazione, e pare rappresentare una dichiarazione d’intenti da parte di Soumahoro. “Oh eh oh, quando mi dicon’: ‘Vai a casa’, rispondo: ‘Sono già qua!’” canta Ghali. Un testo che lancia un messaggio chiaro: chi è nato o cresciuto in Italia, anche con origini straniere, è italiano a tutti gli effetti.

Un messaggio non casuale: “Io e Paola Egonu siamo italiani”

La canzone, che tocca anche temi come il razzismo e l’ipocrisia politica, accompagna il video come un commento silenzioso ma potente alle polemiche degli ultimi mesi. Non è la prima volta che Soumahoro affronta il tema dell’identità: in passato aveva risposto al generale Roberto Vannacci, dicendo: “Io e Paola Egonu siamo italiani”.

La scelta del brano, tra versi come “qual è la differenza tra sinistra e destra? Cambiano i ministri, ma non la minestra”, aggiunge anche un tono critico e disilluso nei confronti della politica italiana, tanto da sinistra quanto da destra. Un’altra frecciatina, forse, a chi lo accusa di incoerenze o di essersi defilato dalla scena sindacale.

Il significato dietro il gesto

Soumahoro non pronuncia una sola parola nel video, ma è la colonna sonora a parlare per lui. Con “Cara Italia”, rilancia la sua posizione in un momento in cui, dopo le vicende giudiziarie legate alla cooperativa familiare e la fuoriuscita dai Verdi e Sinistra Italiana, molti lo avevano dato per politicamente in declino.

Il gesto è chiaramente studiato: la canzone è un inno all’italianità dei figli dell’immigrazione, un messaggio di appartenenza e resistenza, in risposta a chi ancora oggi ne mette in dubbio il diritto di sentirsi parte della nazione.