Conte contro Meloni: «Sul caso Almasri ti dovresti vergognare»
Il leader M5s Giuseppe Conte critica duramente Giorgia Meloni sul rimpatrio del generale libico Almasri e sull’atteggiamento del governo verso Gaza.
Le accuse sul caso Almasri
Durante una diretta social, Giuseppe Conte ha rivolto parole molto dure alla premier Giorgia Meloni sul cosiddetto “caso Almasri”.
«Meloni, ti vanti del caso Almasri? Ma il caso Almasri dovrebbe farti vergognare. Gli hai dato un volo di Stato per rimpatriarlo e ti vieni a vantare? È una vergogna», ha dichiarato l’ex presidente del Consiglio.
Conte ha ricordato che il tribunale dei ministri ha archiviato la posizione della premier in merito alla vicenda, sottolineando di essere stato sorpreso dalla reazione politica della stessa:
«Ieri mi ha sorpreso, la notizia era l’archiviazione da parte del tribunale dei ministri della sua posizione sulla vicenda Almasri e lei ne ha approfittato per attaccare me. Dice che si assume sue responsabilità e non scappa. Ma Giorgia Meloni come ti permetti? Io scappo?».
Il leader pentastellato ha poi rivendicato il proprio comportamento durante l’inchiesta sulla gestione della pandemia:
«Io sono stato indagato per il Covid, la procura di Bergamo mi ha indagato per due anni e non mi avete sentito proferire un solo fiato, un solo piagnisteo di quelli che fa Meloni, che si finge sempre la incompresa Calimera. Ho spiegato le mie posizioni. E ovviamente sono stato assolto».
Critiche su Gaza e sulla politica estera
Conte ha allargato la sua invettiva alla situazione in Gaza, accusando il governo di silenzio e complicità:
«Sul genocidio a Gaza? La tua copertura dell’alleato criminale Netanyahu? 18mila bambini uccisi, crivellati, morti per carestia e fame, sotto le bombe… non ti dicono nulla? Stai svergognando la tradizione nobile dell’Italia che ha contribuito a edificare il diritto internazionale in particolare quello umanitario. Tu stai svergognando la dignità di un intero popolo con il tuo silenzio complice su Gaza. Per cortesia, risparmiaci le lezioni».
L’attacco alla politica economica e militare
Nella stessa diretta, Conte ha criticato anche le scelte economiche e di bilancio dell’esecutivo:
«Non ci sono misure per i salari reali, contro la cassa integrazione e il salario poverissimo. Abbiamo 6 milioni di precari, che hanno difficoltà ad arrivare a metà mese. E l’unica cosa che hanno aumentato sono gli stipendi di ministri e sottosegretari».
Infine, ha contestato le scelte in tema di difesa:
«Il paradosso è che il governo aumenta gli stanziamenti per la corsa al riarmo, per inseguire le follie militari, invece di occuparsi di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese».