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Sondaggi 2025, Fratelli d’Italia boom, sale M5S, stabile Pd, cadono FI e Lega

Ipsos fotografa gli orientamenti politici: Fratelli d’Italia resta al 28%, M5S in crescita, PD stabile. In calo governo e premier Meloni nel gradimento.

Intenzioni di voto: poche variazioni, M5S in crescita

Secondo l’ultimo sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera, le intenzioni di voto registrano variazioni minime rispetto al mese precedente. Fratelli d’Italia resta saldamente primo partito con il 28% (contro il 28,2% di giugno). Nel centrodestra, Forza Italia scende all’8,1% (-0,3%), stesso calo per la Lega, ora all’8,5%. Stabile Noi Moderati all’1,1%.
Sul fronte dell’opposizione, il Partito Democratico resta pressoché invariato al 21,1% (21,4% a giugno). Segnali positivi arrivano per il Movimento 5 Stelle, che cresce di un punto e raggiunge il 14,3%, premiato – secondo gli analisti – dalla linea autonoma rispetto al PD e dall’insistenza su un’agenda pacifista. Alleanza Verdi e Sinistra si conferma al 5,8%.
Tra i partiti minori, Italia Viva resta al 2,2%, +Europa guadagna mezzo punto arrivando al 2,2%, mentre Azione perde leggermente terreno, scendendo al 2,6%. Particolarmente rilevante è la crescita dell’astensione, oggi stimata al 42,5%, in aumento dell’1,5% rispetto a giugno. Alle politiche del 2022 la percentuale dei non votanti (incluse schede bianche e nulle) si fermò al 39%.

Il gradimento del governo e di Giorgia Meloni

Se sul fronte delle intenzioni di voto gli equilibri restano stabili, il consenso per l’esecutivo e per la premier segna una flessione. I giudizi positivi sul governo passano dal 39% di giugno al 36%, con quelli negativi fermi al 51%. L’indice di gradimento (calcolato escludendo i “non sa”) scende di due punti, attestandosi al 41%.
Analogo calo per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che perde due punti, passando dal 45% al 43%. Un arretramento che arriva nonostante la visibilità internazionale ottenuta con la conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina ospitata dall’Italia. A pesare sarebbero soprattutto le tensioni internazionali e l’impatto economico dei dazi imposti dagli Stati Uniti, che la “special relationship” tra Meloni e Donald Trump non sembra finora riuscita ad attenuare.