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Vannacci, infiamma la platea, “Chi entra in casa senza permesso rischia la vita”

A due anni dal debutto politico, il generale Roberto Vannacci torna al Bagno Biondetti: applausi e standing ovation per le sue parole su immigrazione, sicurezza e identità.

Immigrazione e sicurezza al centro del discorso

Due anni dopo la sua prima apparizione, Roberto Vannacci è tornato al Bagno Biondetti in Versilia, lo stabilimento balneare che segna l’inizio del suo percorso politico. Allora era un outsider con un libro discusso, oggi è un europarlamentare con un seguito consolidato.

L’incontro, intitolato “Là dove tutto è cominciato” e moderato dal giornalista Aldo Grandi, ha visto una sala gremita accogliere con applausi le frasi più forti del generale. Al centro del suo intervento l’immigrazione, definita un fenomeno «aggressivo e invasivo»: «Non possiamo più permetterci di accogliere tutti indiscriminatamente. I flussi incontrollati stanno trasformando i nostri quartieri, generando conflitti e insicurezza. Chi continua a parlare di emergenza temporanea mente ai cittadini. Questa non è più un’eccezione, è la nuova realtà quotidiana».

Poi il tema sicurezza: «Abbiamo città dove i cittadini perbene hanno paura, mentre i delinquenti sembrano avere libertà d’azione. Chi entra in casa mia senza permesso deve sapere che rischia la vita. E se qualcuno pensa che questo sia eccessivo, vuol dire che sta dalla parte dei criminali e non delle famiglie italiane».

Identità nazionale e regole per la cittadinanza

Altro passaggio chiave è stato quello sull’identità: «Viviamo in un mondo al contrario, dove ciò che è normale viene messo ai margini e ciò che è minoritario diventa modello dominante. Dobbiamo recuperare il buonsenso e difendere la nostra cultura, le nostre tradizioni e la nostra famiglia. Un popolo senza radici si perde. E io non ho nessuna intenzione di vedere l’Italia smarrita».

Sul tema della cittadinanza, Vannacci ha ribadito la necessità di criteri più stringenti: «Essere italiani non può essere un automatismo. Vuol dire conoscere la nostra lingua, rispettare i nostri simboli, condividere la nostra storia. Essere italiani è appartenenza e responsabilità, non un pezzo di carta».

Non sono mancati affondi su ambientalismo radicale e politiche di genere: «La transizione ecologica non si fa mettendo in ginocchio famiglie e imprese, ma con scelte concrete come il nucleare e gli OGM. E smettiamola di imporre ideologie di genere: rispetto le scelte individuali, ma non permetto che minoranze rumorose decidano cos’è normale e cosa no per milioni di italiani».

Il ritorno simbolico al Bagno Biondetti

La serata si è chiusa nello stesso luogo che due anni fa segnò l’inizio del suo percorso pubblico. Oggi, da europarlamentare, Vannacci ha trovato conferma del suo seguito e della sua capacità di catalizzare attenzione. Dopo il dibattito, la cena con i partecipanti ha trasformato l’evento in un momento conviviale, tra piatti di mare e discussioni accese sulle sue parole.

«Lo Stato deve difendere chi lavora, chi paga le tasse, chi cresce i figli e rispetta la legge. Non chi disprezza l’Italia e pretende diritti senza doveri», ha concluso, accolto da una lunga standing ovation.