Conte al Festival del Fatto: “Con il Pd non siamo alleati, manderemo a casa Meloni”
Standing ovation per il leader M5S al Circo Massimo: attacco al premier, critiche al controllo mediatico e avvertimento sul rischio di accozzaglie nel centrosinistra.
L’intesa con il Pd e la sfida a Meloni
Davanti a oltre cinquecento persone riunite al Festival del Fatto Quotidiano al Circo Massimo, Giuseppe Conte ha chiarito i rapporti con il Partito Democratico: “Con il Partito Democratico non siamo alleati, stiamo creando un progetto politico per mandare a casa Meloni. Non ci possiamo dichiarare alleati, siamo una forza diversa, con una storia diversa”. L’ex premier, accolto con una standing ovation e cartelli “Stop genocide”, ha insistito sulla necessità di costruire un progetto coerente e competitivo nelle Regionali: “Abbiamo lavorato regione per regione per verificare le priorità. Quando non si trovano candidati competitivi, non partecipiamo”.
Attacchi al governo e al sistema mediatico
Sul palco, incalzato dai giornalisti Peter Gomez e Luca De Carolis, Conte ha respinto le accuse di Giorgia Meloni dopo l’omicidio Kirk: “Noi non fomentiamo odio, siamo contro ogni violenza. Governate, se siete capaci, altrimenti fatevi da parte”. Ha poi puntato il dito contro l’informazione: “Oggi il controllo mediatico è peggiore dei tempi di Berlusconi. Allora c’era un conflitto di interessi evidente che generava opposizione, oggi il controllo è più subdolo e pesante”. Sulla legge elettorale ha lanciato un avvertimento alla premier: “La legge elettorale va fatta in Parlamento, non nelle segrete stanze. Aprite una discussione pubblica, metteteci la faccia. Cambiate quello che volete, ma a casa vi manderemo”.
Interni, ritorni e politica estera
Interrogato sull’ipotesi di un suo futuro da candidato premier, Conte ha escluso ambizioni personali: “Non sarà mai una questione mia. Senza un programma condiviso rischieremmo la fine dell’Unione e di Prodi”. Sull’eventuale ritorno di Alessandro Di Battista, ha rivelato: “Mi farebbe piacere, ma nel 2022 ci fu un veto di Grillo. Insieme convenimmo che non c’erano le condizioni”. Sul fronte internazionale, ha ribadito la linea critica verso il governo e Israele: “A Gaza si sta scrivendo una pagina vergognosa che rimarrà nei libri di storia, a danno della reputazione di Israele e di questo governo. L’Occidente è afono e scomposto, non credibile quando offre copertura a Netanyahu”.