Tre suore fuggono dalla casa di riposo e tornano in convento: “Abbiamo obbedito troppo, ora basta”
Suor Bernadette, Suor Regina e Suor Rita, tra gli 82 e gli 88 anni, hanno fatto aprire da un fabbro la porta del convento di Goldenstein per rientrare.
Una fuga sorprendente dal ricovero
Un episodio singolare e quasi cinematografico arriva dall’Austria, dove tre religiose anziane hanno deciso di ribellarsi alle disposizioni della diocesi per tornare nel convento che per decenni è stato la loro casa. Suor Bernadette (88 anni), Suor Regina (86) e Suor Rita (82) hanno lasciato la casa di riposo in cui erano state trasferite meno di due anni fa, riuscendo a farsi riaprire le porte del convento di Goldenstein a Elsbethen, nei pressi di Salisburgo.
Determinazione e fermezza hanno guidato la loro scelta: davanti al portone chiuso, non hanno esitato ad assoldare un fabbro per forzare la serratura e rientrare nelle loro stanze. “Sono stata ubbidiente per tutta la vita, ma era troppo”, ha dichiarato una delle tre religiose, spiegando le ragioni della decisione.
Il convento Goldenstein e la disputa con la diocesi
La vicenda affonda le radici nel 2022, quando il castello di Goldenstein — struttura storica che dal XIX secolo ospitava il convento e una scuola femminile — è stato rilevato dall’Arcidiocesi di Salisburgo e dall’Abbazia di Reichersberg. In quell’occasione, il prevosto agostiniano Markus Grasl era diventato superiore delle religiose, concedendo loro la possibilità di rimanere “a vita” nel convento, ma solo a condizione che lo stato di salute glielo consentisse.
Nel dicembre 2023 le tre suore erano rimaste le ultime a vivere a Goldenstein, dopo anni trascorsi tra insegnamento e vita comunitaria. Poco dopo, la diocesi aveva disposto il loro trasferimento in una casa di riposo, motivandolo con la necessità di garantire cure mediche adeguate. Una scelta che le dirette interessate hanno però contestato duramente: “Non ci è stato chiesto da nessuno. Avevamo il diritto di rimanere lì fino alla fine dei nostri giorni e questo diritto è stato violato”.
L’appoggio degli ex studenti e il ritorno a casa
La loro fuga ha trovato immediato sostegno tra ex allievi e allieve della scuola di Goldenstein, che non hanno esitato ad aiutarle. Sono stati proprio loro ad arruolare un fabbro per aprire il portone del convento e continuano oggi ad assisterle portando cibo e supporto quotidiano. “Goldenstein senza di loro è semplicemente impossibile. Hanno migliorato così tante vite”, hanno dichiarato alcuni ex studenti.
Di fronte alla loro decisione, il prevosto Grasl si è detto sorpreso e contrario, ribadendo che le condizioni delle suore sarebbero “precarie” e che le camere del convento non sarebbero adatte alla vita quotidiana. Ma, almeno per il momento, le tre religiose sembrano intenzionate a non tornare indietro: il convento rimane per loro il luogo che rappresenta una vita intera di fede, lavoro e dedizione.