Mario Giordano affonda Meloni: “Prometteva rivoluzione, ha scelto il sistema”
Il conduttore Mediaset critica duramente Giorgia Meloni: da politica estera a immigrazione, “ha deluso gli elettori che volevano cambiamenti radicali”.
“Una speranza tradita”
Non usa mezzi termini Mario Giordano nel giudicare i primi tre anni di governo di Giorgia Meloni. Intervistato dal Fatto Quotidiano, il conduttore Mediaset parla di una delusione profonda: “Giorgia Meloni è una speranza tradita. Proprio quella stabilità che viene indicata come valore del governo è anche ciò che ha deluso molti suoi elettori: si aspettavano cambiamenti più radicali”. Per Giordano, la premier è ormai parte dell’establishment che per anni aveva criticato.
Dalla politica estera all’immigrazione
La critica più dura riguarda la politica internazionale: “All’opposizione Meloni contestava le sanzioni alla Russia e accusava l’Europa di essere serva degli Stati Uniti. Ora la vediamo a braccetto con quella stessa Europa”. Sul conflitto in Medio Oriente, aggiunge: “È timidissima su Israele e Gaza. Ci vorrebbe più coraggio: votano 19 sanzioni alla Russia e poi fanno i timidi sulle sanzioni a Israele”. L’affondo si estende anche al fronte interno: “Gli sbarchi sono altalenanti, nelle città domina l’insicurezza e il decreto sicurezza è all’acqua di rose”. Sui ladri di case Giordano è netto: “La norma riguarda solo la prima casa e non tocca il vero problema. Meglio non intervenire che fare un decreto a metà, buono solo per i social”.
Meloni e l’establishment
Il giudizio finale è impietoso: “Giorgia si è trasformata nel suo peggior nemico: l’establishment. Non si va a Palazzo Chigi per fare le barricate, ma bisogna decidere se governare per cambiare o per lasciare tutto com’è”. Nonostante i sondaggi positivi, Giordano avverte la premier: “Nei due anni che mancano alle elezioni deve recuperare l’insoddisfazione di una parte del suo popolo, che cova sotto la cenere”. Un monito che suona come un avvertimento politico a chi aveva promesso la rottura col passato e oggi appare, secondo il giornalista, parte integrante del sistema.