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Manovra, scontro nel governo: Salvini chiede 5 miliardi alle banche, Tajani replica “Roba da Unione Sovietica”

La Lega propone un prelievo sugli extraprofitti bancari per sostenere famiglie e imprese. Forza Italia insorge: Tajani e Casasco parlano di idea stalinista e irrealizzabile.

La proposta della Lega

In vista della prossima manovra economica, la Lega propone un contributo straordinario da 5 miliardi di euro a carico delle grandi banche per sostenere famiglie, artigiani, commercianti e imprese. La misura, ideata dal gruppo economico del Carroccio e sostenuta dal vicepremier Matteo Salvini, punta a colpire gli extraprofitti degli istituti di credito, seguendo l’esempio di altri Paesi europei che hanno adottato soluzioni simili.

La replica di Forza Italia

Il progetto non ha trovato sponde tra gli alleati di governo. Dal palco della festa di Forza Italia a Telese Terme, nel Beneventano, il ministro degli Esteri e leader azzurro Antonio Tajani ha liquidato la proposta come «roba da Unione Sovietica». «Minacciare extraprofitti non serve a niente. Finché Forza Italia sarà al governo non ci saranno mai tasse sugli extraprofitti», ha dichiarato. Tajani ha precisato che le banche possono dare un contributo, ma «l’extra profitto è una cosa che non esiste». Il segretario azzurro ha poi criticato la rottamazione delle cartelle esattoriali, giudicata costosa e iniqua, rilanciando la necessità di destinare risorse aggiuntive alla sanità.
Sulla stessa linea il deputato Maurizio Casasco, responsabile economico di Forza Italia, che ha definito il concetto di extraprofitto «stalinista e statalista», aggiungendo che «non esiste un limite tra profitto ed extraprofitto».

Sindacati e banche nel dibattito

Al confronto si aggiungono anche le posizioni del mondo sindacale. La segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, ha chiesto attenzione al ceto medio, proponendo la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 32% per i redditi fino a 60mila euro. «Nel nostro Paese c’è una fascia di persone che ha avuto problemi importanti rispetto al salario e alla pensione», ha spiegato.
Duro anche il giudizio del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che nei giorni scorsi aveva respinto l’idea di un contributo straordinario da parte degli istituti bancari. «Le banche non hanno rendite di posizione», ha affermato, ricordando che il settore ha già dato un apporto rilevante con altre misure.