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Feltri all’attacco: “Ambrogino d’Oro alla Flotilla? Uno sputo in faccia”

Il direttore editoriale de Il Giornale si schiera con l’avvocato milanese: “Darlo a loro è uno sputo in faccia ai cittadini”.

La polemica sull’Ambrogino d’Oro divide Milano

La possibile assegnazione dell’Ambrogino d’Oro ai membri della Flotilla ha scatenato una bufera politica e morale a Milano. Dopo la dura presa di posizione dell’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, pronta a restituire la massima onorificenza civica pur di non condividerla con i partecipanti dell’iniziativa filopalestinese, anche Vittorio Feltri è intervenuto con un editoriale infuocato su Il Giornale.

L’avvocato Bernardini De Pace si è ancora una volta segnalata per saggezza e capacità”, ha esordito Feltri, ricordando di essere anch’egli tra gli insigniti del prestigioso riconoscimento. “Ha annunciato di voler restituire l’Ambrogino d’Oro, la massima onorificenza concessa a un milanese. Anche io mi vanto di averlo ricevuto… ma se questo premio dovesse finire ai componenti della Flotilla, mi associo a lei”.

La polemica ruota intorno alla candidatura di alcuni partecipanti alla spedizione che, secondo i promotori, aveva l’obiettivo di portare aiuti umanitari verso Gaza, ma che per Feltri “non ha combinato nulla di concreto”.

Feltri: “Trump ha liberato quella gente, non loro”

Nel suo intervento, il direttore editoriale del quotidiano milanese ha usato toni durissimi contro la decisione della giunta comunale: “Non trovo alcuna giustificazione per dare un premio a questi ragazzotti che hanno inscenato, come tutti ricorderanno, un casotto qua a Milano per poi partire verso il Medio Oriente a consegnare chissà quali regali. Alla fine non hanno consegnato niente”.

Feltri ha poi aggiunto una riflessione tagliente, citando Donald Trump: “È stato Trump a liberare quella gente, ma a lui negano il premio per la pace. E invece vogliono dare l’Ambrogino d’Oro a questa truppa poco scelta che ha invaso i mari con il pretesto di aiutare qualcuno che non ha ricevuto nessun aiuto”.

Parole che riflettono il pensiero di una parte consistente dell’opinione pubblica milanese, che giudica la scelta di premiare la Flotilla una provocazione politica più che un riconoscimento civico.

“È uno sputo in faccia ai cittadini milanesi”

Nel suo editoriale video per Il Giornale, dal titolo emblematico “L’Ambrogino d’Oro alla Flotilla è come uno sputo in faccia ai cittadini”, Feltri ha rincarato la dose: “Sono veramente indignato. Mi associo con la Bernardini De Pace: niente premio a questa gente”.

E ancora: “Nel giorno in cui venisse consegnato a certa gente, proprio quello stesso giorno, andrei personalmente a riconsegnare il mio Ambrogino d’Oro. Perché non mi riconoscerei più nei valori che questo premio dovrebbe rappresentare. Per me era una cosa importante, simbolo di milanesità e merito civico, non un riconoscimento ideologico”.

Una presa di posizione netta, che risuona come un avvertimento politico e morale. Per Feltri, infatti, l’Ambrogino non può trasformarsi in un premio “a chi ha fatto solo propaganda”.

Il caso, che ha già acceso il dibattito a Palazzo Marino, si preannuncia destinato a spaccare ulteriormente la città e la stessa maggioranza di centrosinistra che governa Milano, tra chi difende la libertà di scelta del Consiglio comunale e chi, come Feltri e Bernardini De Pace, denuncia una “vergogna istituzionale”.