L’arresto senegalese che ha aggredito diverse donne, Vannacci furioso “Il risultato dell’accoglienza folle della sinistra”
Il generale interviene dopo l’arresto di Aboubacar Seke, accusato di aver aggredito più donne. Il dibattito politico si infiamma tra centrodestra e sinistra.
Il caso dell’arresto e le accuse contro Aboubacar Seke
È stato arrestato Aboubacar Seke, 27enne di origine senegalese, con l’accusa di aver aggredito diverse donne in pochi mesi. L’uomo, arrivato in Italia da minorenne, era già stato fotosegnalato decine di volte dalle forze dell’ordine. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe picchiato una ragazza di 32 anni, provocandole la frattura del naso.
Le indagini hanno inoltre collegato il giovane ad altri episodi di violenza, portando il numero delle vittime accertate ad almeno sette donne finite in ospedale. L’arresto è avvenuto dopo l’ennesimo episodio, che ha spinto la magistratura a disporre la custodia cautelare in carcere.
Vannacci: “Un rifugiato mantenuto dallo Stato, simbolo del buonismo”
Sul caso è intervenuto il generale Roberto Vannacci, eurodeputato e vicesegretario della Lega, che ha definito la vicenda “il simbolo del fallimento dell’accoglienza senza regole”.
“È un rifugiato senegalese di 27 anni, mantenuto dallo Stato, già segnalato 43 volte, simbolo del buonismo della sinistra che promuove l’accoglienza senza limiti”, ha dichiarato Vannacci.
“Durante l’ultimo pestaggio ha fratturato il naso a una ragazza di 32 anni, ma sono già sette le donne finite al pronto soccorso per le sue violenze. Ogni giorno di carcere costa ai contribuenti 140 euro a persona.”
Il generale ha voluto sottolineare come, a suo giudizio, il caso rappresenti “una distorsione del sistema di protezione e accoglienza”, chiedendo maggiore rigore nel controllo dei soggetti che usufruiscono di misure di sostegno pubblico.
Reazioni politiche e polemica sull’accoglienza
Le parole di Roberto Vannacci hanno subito acceso il dibattito politico. Nel centrodestra, diversi esponenti hanno condiviso le sue dichiarazioni, invocando pene più severe per chi commette reati violenti e una revisione delle politiche di accoglienza per evitare “abusi e distorsioni”.
Dal fronte progressista, invece, non sono mancate le critiche: alcuni rappresentanti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno accusato il generale di strumentalizzare un caso giudiziario per fini politici, sostenendo che la sua posizione rischia di alimentare sentimenti di ostilità verso gli immigrati regolari.
Nel frattempo, il fascicolo sul caso Seke resta nelle mani della magistratura, che dovrà chiarire le responsabilità individuali e la reale entità delle accuse, dopo i numerosi episodi di violenza denunciati.
10 TITOLI ALTERNATIVI