FdI lancia Atreju e punge Landini: “Per venire non serve uno sciopero”
La festa di Fratelli d’Italia torna a Roma dal 6 al 14 dicembre. Dura ironia social contro la Cgil: “Per venire ad Atreju non serve uno sciopero”.
Nove giorni di politica e confronto ai Giardini di Castel Sant’Angelo
Torna anche quest’anno Atreju, la tradizionale kermesse di Fratelli d’Italia, appuntamento ormai fisso del dicembre romano. L’edizione 2025 si terrà dal 6 al 14 dicembre, per un totale di nove giorni di incontri, dibattiti e eventi che coinvolgeranno ministri, parlamentari, giornalisti e ospiti di tutti gli schieramenti politici.
La grande novità di quest’anno è la nuova location: non più il Circo Massimo, ma i Giardini di Castel Sant’Angelo, nel cuore della Capitale. Un cambiamento di scenario, ma non di spirito. Come da tradizione, l’invito è aperto anche agli avversari politici, in un clima di confronto diretto e senza filtri, per discutere delle sfide che attendono l’Italia.
Il profilo ufficiale di Atreju ha annunciato le date con una punta di ironia e una stoccata rivolta alla Cgil, accusata di proclamare scioperi strategicamente collocati a ridosso dei weekend: “Avviso alla Cgil: il calendario lo abbiamo ‘occupato’ già noi per 9 giorni”, si legge nel post diffuso sui social.
E ancora: “Per venire ad Atreju non serve uno sciopero o un weekend lungo: quest’anno hai nove giorni per farlo”. Un messaggio che, come da tradizione, unisce politica e sarcasmo, nel pieno stile della festa voluta da Giorgia Meloni sin dai tempi in cui era leader dei giovani della destra italiana.
La risposta indiretta di Landini e lo scontro sullo sciopero del 12 dicembre
Ma proprio mentre Atreju scalda i motori, un’altra notizia agita le acque. Secondo indiscrezioni, la Cgil di Maurizio Landini starebbe per convocare uno sciopero generale il 12 dicembre, in piena concomitanza con la festa di Fratelli d’Italia. Una decisione che ha immediatamente alimentato le polemiche sul presunto “tempismo strategico” del sindacato, già accusato di “scegliere sempre i venerdì” per le proprie mobilitazioni.
A rivelare la mossa è stato il sindacato dei Cobas, che ha contestato alla Cgil l’ennesima iniziativa unilaterale: “Proponiamo a Cgil e sindacati di base di revocare gli scioperi già convocati e confluire in un’unica data intermedia, evitando una divisione dannosissima”, hanno dichiarato. La data suggerita? Il 28 novembre, ancora una volta di venerdì, giorno che coincide con una manifestazione a Roma di Greta Thunberg, a dimostrazione – ironizzano da destra – che ogni protesta sembra ormai pensata per allungare il weekend.
Ironie e stoccate politiche a distanza
La scelta del periodo non è passata inosservata nel mondo politico. L’ironia di Atreju è stata letta come una risposta diretta alle continue mobilitazioni della Cgil, spesso giudicate strumentali dal centrodestra. La coincidenza di date, però, rende ancora più evidente la distanza tra due mondi opposti: da una parte la festa nazionale del partito di governo, dall’altra una piazza che si prepara a protestare proprio nei giorni in cui Roma sarà invasa da bandiere tricolori e stand politici.