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L’ombra della BBC sulla morte di Diana: il racconto che sconvolge la Gran Bretagna

Le rivelazioni dell’ex giornalista Andy Webb: bugie, manipolazioni e un’intervista che avrebbe isolato Lady Diana fino a renderla vulnerabile alla tragedia.

Le accuse sul clamoroso inganno ai danni di Diana

Nel Regno Unito esplode un nuovo caso attorno alla morte di Lady Diana, con la pubblicazione del libro “Dianarama” dell’ex giornalista Andy Webb. L’opera, già al centro di un enorme dibattito pubblico, ruota attorno alla storica intervista rilasciata dalla principessa alla BBC il 20 novembre 1995, seguita da oltre 200 milioni di telespettatori. La celebre frase «eravamo in tre in questo matrimonio» avrebbe però, secondo Webb, un significato diverso da quello interpretato finora.
Non sarebbe un riferimento a Camilla Parker Bowles, bensì alla baby-sitter dei figli di Diana, Tiggy Legge-Bourke. A Diana sarebbe stato fatto credere che il principe Carlo avesse messo incinta la giovane assistente e l’avesse costretta ad abortire, che la regina fosse pronta ad abdicare e che Carlo, divenuto sovrano, si sarebbe risposato proprio con Tiggy. Una serie di invenzioni, sostiene l’autore, costruite ad arte dal giornalista Martin Bashir per ottenere la confessione più intima della principessa.

Il ruolo delle falsificazioni e la presunta strategia di Bashir

Secondo Webb, Diana fu letteralmente intrappolata in un mondo di menzogne. Le vennero mostrati falsi estratti conto bancari che avrebbero dovuto “dimostrare” complotti interni, le fu detto che i servizi segreti spiavano ogni suo movimento e che persino il giovane William indossasse un orologio dotato di microspia per registrarla a sua insaputa. Tutto falso, tutto orchestrato per alimentare un clima di terrore.
L’autore sostiene che queste pressioni psicologiche alimentarono «una paranoia devastante» che finì per isolare completamente la principessa. Diana, convinta di non potersi fidare di nessuno, avrebbe rifiutato la protezione reale, rendendosi vulnerabile a eventi che avrebbero potuto essere evitati. Per Webb, senza quella rete di manipolazioni, «Diana non si sarebbe trovata in quella spirale mortale» culminata nella tragica notte del 31 agosto 1997 nel tunnel dell’Alma, a Parigi.

Il caso riaperto e le tensioni con William

Il libro punta il dito anche contro la BBC, accusata di aver coperto l’operato di Bashir per oltre venticinque anni, distruggendo documenti, ostacolando indagini interne e mentendo a più riprese. Il capitolo più delicato riguarda il rapporto con il principe William, che definirebbe ancora oggi quella intervista «una ferita aperta». Webb afferma che il Principe di Galles avrebbe già incaricato persone di fiducia di riaprire il caso, deciso a ottenere piena trasparenza su quanto accadde alla madre.
Una prospettiva che, secondo l’autore, potrebbe avere conseguenze pesanti per l’emittente pubblica britannica. «Per la BBC il peggio deve ancora arrivare», scrive Webb, convinto che le rivelazioni contenute nel libro siano solo l’inizio di una nuova fase di verità e responsabilità. Resta da vedere quali effetti produrranno queste accuse su un’istituzione che da anni tenta di lasciarsi alle spalle uno degli scandali più dolorosi della sua storia.