De Luca esplode: attacchi tutti in un comizio infuocato, “Tajani con la panza sembrava un baccalà”
Il governatore uscente ignora il candidato del centrosinistra, contesta il piano per Bagnoli e annuncia una querela a Report sulle liste d’attesa in Campania.
La sfida su Bagnoli e il bersaglio Manfredi
Nel comizio finale, Vincenzo De Luca evita ancora ogni riferimento al candidato del centrosinistra. L’ex governatore preferisce prendere di mira il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, criticando il piano per Bagnoli legato all’America’s Cup 2027.
De Luca accusa mancanza di trasparenza sulla bonifica e parla di rischi per la salute dei cittadini. «Mancano elementi di trasparenza. Non abbiamo ancora un parere chiaro dell’autorità anticorruzione.
Noi abbiamo interesse a che l’America’s Cup si faccia ma non può avvenire in un contesto di illegale devastazione, cementificazione e mancata tutela della salute di cittadini. Siamo nella totale illegalità. La cosa importante è parlare chiaro con i cittadini.
Fate vedere una planimetria e spiegate quali sono le garanzie di ripristino dell’area». Le sue critiche confermano un distacco politico sempre più evidente dal sindaco, divenuto uno dei principali bersagli delle sue uscite pubbliche. Nelle ultime settimane De Luca ha ripetuto attacchi indiretti a ogni iniziativa legata al progetto Bagnoli, lasciando intendere possibili scontri futuri.
La querela annunciata contro Report e le accuse sulle liste d’attesa
La parte più dura del suo intervento riguarda la sanità campana. De Luca annuncia una querela contro Report, la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, accusata di aver diffuso dati “falsi” sulle liste d’attesa.
Nell’inchiesta, il programma sostiene che la Campania presenti una percentuale anomala di visite classificate come “Programmabili” a 120 giorni. «In Italia la media delle visite programmabili è del 45,7%. In Campania invece sono il doppio l’89,2%», spiega il servizio, evidenziando come visite urgenti, brevi e differibili dovrebbero essere eseguite entro 30 giorni.
Secondo l’inchiesta, trasformando le richieste in programmabili, la regione guadagna più tempo e risulta formalmente virtuosa.
De Luca replica con toni durissimi: «Ci prepariamo serenamente da buoni samaritani ad una prossima querela per diffamazione.
Non si sente il dovere di andare a parlare con i protagonisti, si compie un atto di cialtroneria, vuol dire che si vogliono costruire notizie false quando si annuncia che si fa un servizio clamoroso sulle liste di attesa senza aver mai parlato con la Regione Campania e dirigenti che se ne occupano, vuol dire che si è cialtroni». Il governatore rivendica trasparenza nei dati e sostiene che ogni rilevazione passi dal Cup, escludendo manipolazioni.
Gli attacchi al centrodestra e l’appello al voto finale
Sul fronte politico, De Luca usa toni sarcastici e aggressivi contro il centrodestra. Parla del comizio di Edmondo Cirielli, dove i leader, compresa la premier Giorgia Meloni, hanno saltellato al coro “chi non salta comunista è”. De Luca ironizza sulla scena e insiste sull’aspetto culturale del gesto. «Quando vengono in Campania si mettono sul palco a zompare, a parte l’estetica. Ho visto Tajani con la panza avanti che sembrava un baccalà. La mia critica non è rivolta al fascismo e antifascismo, la mia critica è più pesante, sono dei cafoni. Venire in Campania e comportarsi in quel modo significa avere disprezzo per la nostra dignità, per Napoli e la Campania. Non è possibile e tollerabile. Siete cafoni, non fascisti, che è anche peggio». Chiude con un appello diretto agli elettori indecisi e a chi pensa di non votare. «Per loro, se ritengono di compiere un gesto di rispetto verso chi ha lavorato per questi dieci anni, mettano un X su “A Testa Alta”». Le sue parole segnano un finale di campagna elettorale coerente con lo stile di sempre, dominato da sarcasmo, conflitti politici e dichiarazioni destinate a far discutere.