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Il duro monito di Vannacci: “Senza Usa Kiev crolla in pochi mesi”

Vannacci sostiene che senza il sostegno Usa Kiev sarebbe destinata al crollo e accusa l’Europa di essere irrilevante nella gestione della guerra.

L’analisi di Vannacci sulla tenuta di Kiev

Per Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non avrebbe alternative al piano di pace proposto da Donald Trump. Il generale afferma che Kiev ha perso autonomia perché dipende interamente dagli aiuti occidentali.

«Zelensky non ha molte possibilità di scelta: ha perso ogni sovranità poiché basa la propria esistenza su risorse altrui. Non accettare questo piano di pace vorrebbe dire per lui continuare a mandare al massacro uomini e donne, perdere territori e risorse e vedere distruggere giorno dopo giorno infrastrutture e città del proprio Paese». Vannacci sostiene che il nodo vero è la tenuta militare.

Secondo lui, se Trump ritirasse il supporto americano, la posizione di Kiev crollerebbe rapidamente.

«Se con il pieno supporto americano in termini di sistemi d’arma, intelligence, sorveglianza dello spazio aereo, assetti satellitari e delle comunicazioni e capacità di pianificazione e comando e controllo, i russi continuano inesorabilmente a guadagnare terreno, immaginarsi una situazione in cui tale supporto dovesse venire a mancare, dipingerebbe un quadro catastrofico per Kiev».

Il giudizio sull’Europa e la “pace giusta”

L’ex comandante della Folgore critica anche la posizione europea, che definisce debole e incerta. Per Vannacci, la definizione di “pace giusta” è ingannevole e irrealistica.

«Nonostante i tanti soloni che ci hanno ubriacato con questa espressione, la pace giusta non esiste e non è mai esistita nella storia dell’umanità e, soprattutto, la pace viene trattata da chi ha iniziato la guerra: in questo caso da Usa e Russia». Il militare accusa l’Unione Europea di non avere ruolo nelle decisioni strategiche e di limitarsi a dichiarazioni prive di conseguenze.

«L’Europa si dimostra ancora una volta inesistente e ininfluente. Non negozia, non impone, non interviene». A suo avviso, Bruxelles procede solo con votazioni per una guerra senza sbocchi e «retorica vuota».

L’eurodeputato allarga il discorso e definisce fallimentare il progetto europeo. «Questo embrione di Stati Uniti d’Europa e di Europa Nazione continua a dimostrare il suo totale fallimento.

Dalle relazioni internazionali, alla guerra, al commercio, all’industria, all’energia, all’immigrazione, alla sicurezza, alla competitività questo modello di Europa è totalmente sconfitto».

Il ruolo di Bruxelles e la domanda su Putin

Vannacci rivendica la necessità di tornare a un modello basato su popoli e nazioni sovrane. «Se vogliamo un futuro dobbiamo tornare alle radici del Vecchio Continente e ad una Europa di nazioni e popoli sovrani».

Il generale critica anche la scelta della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e di Antonio Costa di contattare Zelensky. «Ho letto che von der Leyen e Costa hanno chiamato Zelensky.

Mi domando come mai non abbiano chiamato Putin visto che non mi sembra che Zelensky sia in grado di dettare condizioni. O magari hanno ceduto a Trump la sovranità europea?».

Le sue parole aprono un nuovo fronte politico e alimentano il dibattito su quale ruolo l’Europa possa realmente avere nella gestione della guerra e nei negoziati futuri.