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Scoppia il caso Saviano: “Boicottare per sentirsi puliti è una buffonata”

Roberto Saviano difende la presenza di editori di destra a Più libri più liberi e critica il “purismo” di chi ha scelto di disertare.

Le polemiche sulla fiera e la posizione di Saviano

Alla fiera Più libri più liberi di Roma, Roberto Saviano è intervenuto sul dibattito nato attorno alla partecipazione della casa editrice di estrema destra Passaggio al bosco, presenza contestata da diversi autori, tra cui Zerocalcare.

L’autore ha spiegato di non temere i libri, sostenendo che la possibilità di accogliere idee anche distanti rappresenti una vittoria per l’evento.

Ha affermato: “Io non ho paura dei libri, venendo qui le case editrici di estrema destra hanno accettato una regola democratica quindi è una vittoria della Fiera”.

Secondo Roberto Saviano, evitare la partecipazione può essere una scelta personale, ma trasformare l’assenza in una chiamata al boicottaggio rappresenterebbe un gesto rischioso, più vicino al puritanesimo che al confronto culturale.

Il dibattito, già molto acceso nelle ore precedenti all’incontro, ha trovato nelle sue parole una posizione controcorrente rispetto a quella di molti autori che avevano deciso di non presenziare.

La critica al purismo e il paragone con le multinazionali

Nel suo intervento, Roberto Saviano ha ampliato il ragionamento contestando l’idea che l’adesione o meno a una fiera possa definire la coerenza morale di un autore.

Ha dichiarato: “Ho sempre paura delle posizioni puritane, si può non partecipare per una antipatia ma chiamare al sabotaggio perché sono loro presenti è una roba un po’ scivolosa”.

L’autore ha poi posto l’attenzione sul tema della coerenza quando si lavora per grandi società globali, osservando che molti di coloro che contestano la presenza dell’editore di destra collaborano parallelamente con realtà economiche molto più discusse.

Ha aggiunto: “Quando lavoriamo per una multinazionale, come me, lì siamo puri? Quando non pagano le tasse o sfruttano i lavoratori, lì ci sentiamo a posto perché lavoriamo solo sull’aspetto creativo? Sono furbate per sentirsi puri”.

Queste considerazioni hanno spostato l’attenzione sul confine tra impegno culturale e responsabilità morale, un tema che ha immediatamente suscitato reazioni nella platea.

Il significato politico delle parole di Saviano

Le dichiarazioni di Roberto Saviano hanno contribuito a ridefinire il tono della discussione intorno alla fiera di Roma, sottolineando la necessità di difendere gli spazi di confronto anche quando contengono voci considerate estreme.

La sua posizione richiama il valore delle regole comuni come fondamento della vita culturale, sostenendo che l’apertura al dissenso rappresenti una condizione essenziale per tutelare la pluralità del dibattito pubblico.

In un contesto segnato da tensioni legate alla presenza di editori controversi, l’intervento ha evidenziato la fragilità dei confini tra dissenso legittimo e rigetto totale del confronto. La discussione resta aperta, alimentata dalla forte visibilità delle dichiarazioni emerse durante l’evento.