Soumahoro volta le spalle alla sinistra, “Pronto a candidarmi nel centrodestra”
Aboubakar Soumahoro annuncia un viaggio in Africa e apre a nuovi scenari politici, rivendicando pragmatismo, interesse nazionale e distanza definitiva dalla sinistra tradizionale.
La svolta personale e politica di Aboubakar Soumahoro
“Gli ultimi anni, per me, sono stati una rinascita.
La vita stessa è una rinascita continua”.
Con queste parole Aboubakar Soumahoro, ex Avs e oggi deputato del gruppo misto, si racconta in un’intervista rilasciata a Il Foglio.
Un racconto che segna un punto di svolta, personale e politica. Soumahoro annuncia che trascorrerà il Capodanno in Senegal, Costa d’Avorio e Guinea, spiegando che il viaggio nasce da un lavoro di analisi sul continente africano che, a suo giudizio, non può limitarsi ai numeri.
“Ho organizzato un viaggio perché da anni svolgo lavoro di analisi sul continente africano, e leggendo i dati mi accorgo che l’analisi non basta”, afferma.
La sua attenzione è rivolta soprattutto alle prospettive economiche e strategiche, con uno sguardo che supera, come dice lui stesso, “le lenti del Novecento”.
Una riflessione che si accompagna alla consapevolezza di una trasformazione del tessuto sociale e produttivo italiano, che non può più essere interpretato con categorie ideologiche del passato.
Apertura al centrodestra e addio ad Avs
Nel corso dell’intervista, Aboubakar Soumahoro non nasconde di sentirsi pronto ad affrontare una nuova sfida elettorale.
“Sono pronto – le sue parole – a candidarmi con una dimensione di forze che portano in seno il tricolore”. Un passaggio che lascia intuire una possibile apertura al centrodestra.
“Con il tricolore. Faccia un check nei simboli dei partiti”, aggiunge, chiarendo di essere un pragmatico: “Io sono un pragmatico. Guarderò il progetto”.
Un’affermazione che suona come un congedo definitivo dall’esperienza con Avs, ormai alle spalle. L’ex sindacalista dell’Usb, entrato alla Camera con gli stivali sporchi di fango, rivendica la propria libertà politica e culturale.
“Io sono un uomo libero, e non uso la cassetta degli attrezzi del 900”, afferma, spiegando che oggi sotto l’ombrello degli operai convivono imprenditori e partite Iva.
“Non è blasfemia. È la realtà dei fatti”. Una lettura che descrive una metamorfosi non solo collettiva, ma anche personale, che lo porta a riconsiderare alleanze, linguaggi e priorità.
Africa, investimenti e interesse nazionale
Il viaggio africano sarà anche un’occasione per incontrare potenziali investitori che avevano già partecipato al Forum organizzato da Aboubakar Soumahoro alla Camera nel mese di ottobre, “dove c’erano anche esponenti del governo italiano”.
Secondo il deputato, da parte dell’esecutivo “c’è ascolto e attenzione”, anche se, precisa, “a me preme anzitutto essere utile al paese”.
Soumahoro snocciola dati e prospettive: l’Africa, spiega, avrà bisogno di circa 402 miliardi di dollari all’anno entro il 2030 per completare il proprio processo di trasformazione in settori chiave come infrastrutture, agroalimentare e istruzione.
Ricorda inoltre che l’interscambio commerciale tra Italia e Africa ha raggiunto 57 miliardi di euro nel 2023, con un divario rispetto ai numeri della Francia, che nel 2024 ha superato i 65 miliardi.
Per Soumahoro, il futuro è nel continente africano, “destinato a crescere più della Cina entro l’anno prossimo”.
Tornando anche nella sua terra natìa, la Costa d’Avorio, precisa: “La mia terra è l’Italia. Io sono italiano”. E conclude con una riflessione politica ed economica:
“Investire vuol dire rischiare. Chi vuole investire in una terra di sventura?”, osservando che Cina, Turchia e Stati Uniti stanno già investendo. Il ruolo del legislatore, secondo lui, è decisivo:
“E basterebbe un decreto legge”. Una posizione che chiude con una dichiarazione netta: “Io difendo l’interesse italiano. Tutto qui”.