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Diritti negati, Feltri si scaglia contro il Pd: “Gli ultimi usati solo per propaganda”

Un ascensore fuori uso alla Funicolare Centrale diventa il simbolo dell’ipocrisia politica: inclusione proclamata, diritti negati nella realtà quotidiana di Napoli.

L’ascensore guasto come cartina di tornasole del governo locale

Le dichiarazioni di Vittorio Feltri prendono spunto da una segnalazione arrivata da Napoli sul guasto dell’ascensore della stazione superiore della Funicolare Centrale.

Non una semplice lamentela, né un episodio marginale, ma il sintomo evidente di una patologia politica cronica. In città governa Gaetano Manfredi, espressione di quell’area di sinistra che da anni si proclama inclusiva, solidale, attenta agli ultimi, ai fragili, ai disabili. In Campania governa la stessa area politica. Eppure, nella realtà quotidiana, verificabile, accade l’esatto contrario.

Un ascensore fuori uso da giorni in un nodo strategico del trasporto pubblico non è un inconveniente tecnico. È una negazione concreta dei diritti. Significa impedire a una persona in carrozzina, a un anziano, a chi ha difficoltà motorie di accedere a un servizio pubblico essenziale.

Significa escludere cittadini dalla città stessa, condannarli a una marginalità forzata, trasformare l’inclusione in una parola vuota.

Inclusione predicata, diritti dimenticati dice Feltri

Il guasto rappresenta una violazione delle norme sul superamento delle barriere architettoniche, ma prima ancora è una violazione morale.

La sinistra ama riempirsi la bocca di parole come “diritti” e “inclusione”, salvo poi dimenticarsene quando si tratta di governare davvero. Sa distribuire sussidi, sa inventare assistenzialismi che producono dipendenza e sudditanza politica, ma non è capace, o non vuole, garantire i servizi essenziali.

Gli ultimi vengono evocati nei comizi e sistematicamente abbandonati nella vita reale. L’allarme lanciato è sempre lo stesso: “fascismo”. Le battaglie da sposare e per cui scendere in piazza riguardano cause lontane, remote, spesso ideologiche.

Mai i problemi concreti dei cittadini locali. Più una causa è distante nel tempo e nello spazio, più diventa degna di attenzione politica.

Nel frattempo, i disabili restano bloccati davanti a un ascensore rotto. Le famiglie affrontano una città inaccessibile. I lavoratori subiscono disservizi cronici.

Le donne private della libertà, anche quelle che vivono nei nostri quartieri sotto il peso di culture oppressive, vengono ignorate per calcolo ideologico.

La responsabilità politica e l’urgenza di agire

Qui non servono tavoli di confronto, convegni o slogan. Serve un intervento immediato.

Serve che l’amministrazione comunale di Napoli si assuma la responsabilità politica di questo disservizio e lo risolva subito. Non domani, non dopo l’ennesimo comunicato, ma ora.

Uno Stato civile si misura non dalle parole, ma dalla capacità di garantire a tutti, davvero a tutti, il diritto sacrosanto di muoversi, vivere, partecipare. Gli ultimi, tanto evocati nei discorsi pubblici, dovrebbero venire per primi. Per la sinistra italiana, invece, restano ancora una volta buoni soltanto per la propaganda.