Moussa Diarra, il video diffuso da Ilaria Cucchi scatena la bufera: “In mano aveva solo una posata”
Scoppia la polemica sul caso Moussa Diarra: il video pubblicato da Ilaria Cucchi riaccende lo scontro a Verona tra legittima difesa e richiesta di processo.
Caso Moussa Diarra, il video diffuso da Ilaria Cucchi riapre lo scontro
Scoppia la polemica dopo la diffusione di un video che mostra gli ultimi istanti di vita di Moussa Diarra, il 26enne originario del Mali ucciso il 20 ottobre 2024 da un agente della Polizia ferroviaria alla stazione di Verona.
Le immagini sono state pubblicate dalla senatrice Ilaria Cucchi, che ha accompagnato il filmato con una ricostruzione critica dell’accaduto. Nel video si vede il giovane a terra, gravemente ferito, mentre viene richiesto l’intervento dei soccorsi.
Secondo quanto sostenuto dalla senatrice, al momento dell’intervento l’uomo avrebbe avuto in mano “una posata da tavola”. Una versione che contrasta con la ricostruzione iniziale dell’episodio, secondo cui il giovane era armato di un coltello.
La diffusione del materiale ha riportato il caso al centro dell’attenzione pubblica, proprio mentre la vicenda è ancora all’esame della magistratura.
L’indagine della Procura e la decisione attesa del giudice
Sul piano giudiziario, la Procura di Verona ha già concluso le indagini chiedendo l’archiviazione del procedimento nei confronti dell’agente, ritenendo che l’uso dell’arma sia avvenuto in condizioni di legittima difesa.
I familiari di Moussa Diarra si sono opposti alla richiesta. Durante l’udienza del 12 febbraio, il giudice dell’udienza preliminare si è riservato la decisione sull’eventuale archiviazione o sull’apertura del processo.
Nel frattempo, il comitato “Verità e giustizia per Moussa Diarra” ha definito il video diffuso come “una delle prove per cui questo omicidio merita un’indagine ed un processo”, sottolineando la necessità di portare tutti gli elementi in aula.
Secondo la ricostruzione fornita da Ilaria Cucchi, il giovane si trovava in uno stato di forte difficoltà psicologica legata anche alle difficoltà burocratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno.
La versione della difesa dell’agente e il confronto sulle dinamiche
Di segno opposto la posizione del legale del poliziotto, l’avvocato Matteo Fiorio, che ha parlato di “gravi inesattezze e falsità” nelle ricostruzioni circolate sui social.
Secondo la difesa, non sarebbe stato l’uomo a essere inseguito, ma sarebbero stati gli agenti a essere aggrediti da Moussa Diarra, che avrebbe avanzato rapidamente verso di loro con un coltello.
Il legale ha inoltre precisato che la sequenza degli spari sarebbe diversa da quanto sostenuto pubblicamente: un primo colpo in aria a scopo intimidatorio, un secondo che ha colpito la vetrata e un terzo che avrebbe raggiunto il braccio del giovane, deviando poi verso il torace.
“La dinamica accertata dagli inquirenti – ha spiegato – è incompatibile con l’idea di una volontà di sparare al cuore”. Secondo la difesa, anche il video diffuso risulterebbe incompleto e parziale.
La decisione del giudice sull’opposizione all’archiviazione sarà determinante per stabilire se il caso approderà o meno in un’aula di tribunale.