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Bufera Shipulin: rifiuta di restituire l’oro olimpico dopo la squalifica per doping

Il caso Shipulin diventa polemica internazionale: l’ex atleta russo rifiuta di restituire l’oro di Sochi 2014 revocato dal CIO dopo lo scandalo doping.

Il caso Shipulin e la medaglia di Sochi al centro della polemica

Scoppia la polemica dopo la riassegnazione delle medaglie delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014: il caso diventa internazionale e coinvolge direttamente Anton Shipulin. L’ex biathleta russo ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di restituire la medaglia d’oro conquistata nella staffetta maschile, nonostante la decisione ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale.

“Quella medaglia è mia. È a casa mia e non ho intenzione di darla a nessuno”: con queste parole Shipulin ha chiarito la propria posizione. L’oro, secondo l’ex atleta, sarebbe stato ottenuto regolarmente. “L’ho vinta onestamente e nessuno può convincermi del contrario”, ha aggiunto, ribadendo la sua convinzione.

Oggi Shipulin, 48 anni, non è più soltanto un ex campione sportivo, ma ricopre un ruolo politico come deputato alla Duma di Stato. La sua presa di posizione ha riportato al centro dell’attenzione uno dei capitoli più controversi dello sport russo degli ultimi anni.

Doping e squalifiche: cosa è successo alla staffetta russa

La vicenda risale ai Giochi olimpici di Sochi, dove la Russia conquistò l’oro nella staffetta 4×7,5 km di biathlon con il quartetto composto da Anton Shipulin, Evgeny Ustyugov, Alexey Volkov e Dmitry Malyshko. Germania e Austria completarono il podio, mentre la Norvegia rimase inizialmente fuori dalle medaglie.

Negli anni successivi emerse però il sistema di manipolazione dei controlli antidoping che coinvolse diversi atleti russi. In particolare, Ustyugov risultò positivo all’oxandrolone, uno steroide anabolizzante, in relazione a campioni raccolti nel 2013. Il risultato, inizialmente non segnalato, venne successivamente ricostruito dagli organismi internazionali.

Nel 2020 arrivò la squalifica dell’atleta con l’annullamento dei risultati della stagione 2013/2014, compresa la staffetta olimpica. I ricorsi presentati nel tempo sono stati respinti definitivamente dal Tribunale Arbitrale dello Sport nel maggio 2025, rendendo irrevocabile la decisione.

La riassegnazione delle medaglie e le reazioni internazionali

Il Comitato Olimpico Internazionale ha approvato nel settembre 2025 la redistribuzione ufficiale delle medaglie. La cerimonia si è svolta il 15 febbraio ad Anterselva, durante le competizioni legate ai Giochi di Milano Cortina 2026.

L’oro è stato assegnato alla Germania, l’argento all’Austria e il bronzo alla Norvegia, inizialmente quarta classificata. Tra i protagonisti della squadra norvegese, Tarjei Boe ha commentato con soddisfazione la decisione: “La giustizia ha prevalso. Ricordo bene quella staffetta a Sochi. Anton Shipulin è stato molto bravo, ma non capisco su cosa non sia d’accordo ora. Dovrebbe rivolgere tutte le sue domande al ragazzo della sua squadra che è stato squalificato per doping…”.

Nonostante la riassegnazione ufficiale e le decisioni definitive degli organi sportivi, Shipulin continua a mantenere la sua posizione, trasformando una vicenda sportiva chiusa sul piano giuridico in un nuovo caso mediatico e politico.