Ladro muore dissanguato ad Arezzo durante la fuga dopo un tentato furto, “Dissanguato in 100 secondi”
Autopsia chiarisce la dinamica: Cristea Arben trafitto da un paletto, emorragia fatale in pochi minuti mentre scappava nei campi a Policiano.
La ricostruzione dell’autopsia su Cristea Arben
È morto dissanguato nel giro di pochissimi minuti, probabilmente poco più di cento secondi. L’autopsia sul corpo di Cristea Arben, 46 anni, ha chiarito le cause del decesso avvenuto una settimana fa a Gorello di Policiano, alle porte di Arezzo.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, l’uomo è stato trafitto nella parte bassa del corpo da un paletto di ferro appartenente a una recinzione per cinghiali. Durante la fuga nel buio, mentre cercava di raggiungere i campi retrostanti l’abitazione presa di mira, sarebbe caduto violentemente contro la struttura metallica.
La ferita avrebbe reciso diversi vasi sanguigni, con il probabile coinvolgimento dell’arteria femorale. L’emorragia è risultata fatale in tempi rapidissimi. Il decesso, secondo i consulenti, sarebbe sopraggiunto in pochissimi minuti a causa del dissanguamento massivo.
Il tentato furto e gli spari in aria
Il tentato colpo risale alla sera tra venerdì 13 e sabato 14 febbraio. Cristea Arben, insieme ad altri due complici, si era introdotto in una villa approfittando dell’assenza dei proprietari.
L’allarme dell’abitazione è però scattato, richiamando l’attenzione di un vicino di casa, cognato del proprietario. Il 76enne, in possesso di una pistola legalmente detenuta, ha esploso due colpi in aria a scopo intimidatorio.
I tre uomini si sono dati immediatamente alla fuga, abbandonando la refurtiva nel giardino. Dopo aver attraversato una porzione di terreno e scavalcato un piccolo parapetto, si sono diretti verso la boscaglia alle spalle dell’immobile.
È in quel frangente che il 46enne sarebbe caduto sulla recinzione, riportando la lesione mortale. I complici hanno proseguito la fuga e risultano tuttora ricercati dai carabinieri.
Identificazione e precedenti
Gli investigatori, giunti sul posto, hanno trovato addosso all’uomo un documento di identità che ha consentito l’identificazione. Cristea Arben, di origine albanese, proveniva dal Lazio, dalla provincia di Roma.
Secondo quanto ricostruito, sarebbe stato irregolare sul territorio italiano e già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio, commessi utilizzando anche alias differenti.
Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio della vicenda e rintracciare i due complici ancora in fuga.