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Biella, tre accessi al pronto soccorso ma viene sempre dimessa: “E’ solo cervicalgia”, 47enne muore per ischemia cerebrale

A Biella la morte di Venus Vanadero Serrano accende polemiche sanitarie: dimessa due volte dal pronto soccorso con cervicalgia, la diagnosi di aneurisma arriva troppo tardi.

Una donna entra più volte al pronto soccorso con vertigini, dolori alla testa e perdita di equilibrio, ma viene dimessa con semplici antidolorifici. Pochi giorni dopo muore. La vicenda di Venus Vanadero Serrano, residente a Biella, è ora al centro di un’indagine giudiziaria che punta a chiarire se la diagnosi tardiva abbia avuto un ruolo determinante nel decesso.

Il caso di Venus Serrano e i tre accessi al pronto soccorso di Biella

I primi sintomi compaiono il 18 settembre. Venus Vanadero Serrano, originaria delle Filippine ma residente da anni a Biella, avverte forti dolori al collo e alla testa, accompagnati da vertigini e difficoltà a mantenere l’equilibrio.

Preoccupata per il peggioramento delle sue condizioni, la donna decide di recarsi al pronto soccorso insieme al marito. Qui viene sottoposta ad alcuni accertamenti, tra cui una radiografia, che però non evidenzia anomalie rilevanti.

Secondo quanto riferito dai familiari, i medici attribuiscono i sintomi a una semplice cervicalgia. Dopo la visita, la donna viene dimessa con la prescrizione di antidolorifici e l’indicazione di tornare a casa.

La situazione, però, non migliora. I disturbi persistono e nelle ore successive le condizioni della donna continuano a peggiorare.

Il peggioramento improvviso e il secondo intervento dei soccorsi

Due giorni dopo, il 20 settembre, la situazione precipita. Uno dei figli trova la madre priva di sensi nella doccia e decide di chiamare immediatamente i soccorsi.

All’arrivo dell’ambulanza emergono sintomi ancora più gravi: difficoltà nel parlare, movimenti rallentati e problemi neurologici evidenti. Nonostante questo quadro clinico preoccupante, anche durante il secondo accesso ospedaliero la diagnosi resta invariata.

Secondo quanto raccontato dai familiari e dal loro legale, Nicola Bonino, la donna viene nuovamente dimessa con la stessa indicazione terapeutica: assumere antidolorifici per la cervicalgia.

Nei giorni successivi la situazione continua a degenerare. I sintomi diventano sempre più gravi e la donna è costretta a tornare nuovamente in ospedale.

La diagnosi tardiva e il trasferimento a Novara

Il 22 settembre, al terzo accesso in ospedale, i medici eseguono ulteriori accertamenti. Questa volta emerge un quadro completamente diverso: una patologia aneurismatica cerebrale.

La gravità della situazione rende necessario un trasferimento urgente all’ospedale di Novara, dove la donna viene sottoposta a un intervento neurochirurgico.

Nonostante il tentativo dei medici di salvarle la vita, le condizioni cliniche restano critiche. Dopo giorni di ricovero, Venus Vanadero Serrano muore il 30 settembre.

La causa del decesso è stata individuata in una ischemia cerebrale provocata da vasospasmo, una complicazione neurologica che può verificarsi in seguito a un aneurisma.

Nel frattempo la famiglia della donna ha presentato una querela. I parenti ritengono che la patologia non sia stata individuata in tempo e ipotizzano una responsabilità sanitaria per imperizia, negligenza o imprudenza.

La cartella clinica è ora al vaglio della Procura di Biella, che dovrà stabilire se la mancata diagnosi nelle prime visite abbia influito in modo decisivo sull’esito della vicenda.