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Dritto e Rovescio, immigrato critica la polizia: Cruciani lo gela in diretta, “Fai lo spacciatore e parli di salvare vite?”

A “Dritto e Rovescio” acceso scontro tra uno spacciatore e Giuseppe Cruciani sulle forze dell’ordine. Il giornalista replica duramente alle accuse.

Dritto e Rovescio, Mimmo critica l’operato della polizia

Il tema della sicurezza nelle grandi città italiane torna al centro del dibattito televisivo durante una puntata di “Dritto e Rovescio”, il programma di approfondimento condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4.

Nel corso della trasmissione si parla di criminalità urbana, spaccio di droga e delle difficoltà che spesso le forze dell’ordine incontrano nel controllo del territorio.
In studio interviene anche Mimmo, cittadino extracomunitario che racconta la propria esperienza personale e critica l’operato della polizia durante alcune operazioni.

“Non è giusto scappare dalla polizia, ma questi hanno la tecnologia avanzata per riuscire a prendere la targa e rintracciare in seguito la persona. La polizia è abbastanza allenata per sapere che è una situazione pericolosa in quel momento. Quei poliziotti che li hanno rincorsi sono inesperti. Altri studiano la situazione prima di intervenire, non vai a mettere in rischio un’altra vita così. Hanno fallito secondo me”.

Le sue parole accendono immediatamente il dibattito nello studio televisivo, dove il confronto tra ospiti si fa più serrato.

Giuseppe Cruciani replica: “È surreale sentire uno spacciatore parlare di vite umane”

A rispondere alle dichiarazioni di Mimmo è Giuseppe Cruciani, noto conduttore radiofonico di Radio 24, che interviene contestando la ricostruzione presentata dall’ospite.

Secondo il giornalista, le affermazioni fatte in studio non terrebbero conto della realtà operativa delle forze dell’ordine durante inseguimenti e controlli su strada.

“Mimmo fa anche abbastanza orgogliosamente lo spacciatore, come ha detto più volte. Ora, sentire che uno spacciatore parli di vite umane che devono essere salvate ha un aspetto abbastanza comico. Il fatto che si è interessato alla sorte delle vite umane e che è diventato anche un esperto di inseguimenti, su come devono essere fatti gli inseguimenti, è ancora più comico. Tutto ha un aspetto surreale, soprattutto perché non è vero quello che hai detto, non è vero che possono prendere la targa”.

Cruciani sottolinea anche che molte auto utilizzate durante attività criminali risultano rubate, rendendo difficile l’identificazione dei responsabili solo attraverso il numero di targa.

“Spesso le macchine sono rubate, per cui anche se uno al volo in tre secondi, in qualche minuto, riuscisse a farsi dare il numero della targa, nella stragrande maggioranza dei casi i delinquenti fuggono con macchine rubate, dunque la questione della targa è assolutamente inesistente”.

Le testimonianze in studio e il confronto con Paolo Del Debbio

Nonostante la replica del giornalista, Mimmo continua a difendere la propria posizione sostenendo che, in alcune situazioni, gli inseguimenti potrebbero essere evitati per ridurre i rischi.

“I poliziotti dovevano capire che a uno che si è distratto va soltanto preso la targa e poi andargli a far visita dopo per non rischiare. La cosa importante è questa”.

L’ospite racconta anche alcuni episodi legati ai controlli su strada, citando posti di blocco organizzati in modo improvviso.

“Tante volte è successo che i poliziotti si nascondono quando fanno posto di blocco, in provincia di Varese si nascondono. Se si nascondono tante persone si possono distrarre. Questo non vuol dire che una persona ha voluto mancare di rispetto al posto di blocco. Posto di blocco è legale, non è illegale”.

A questo punto interviene il conduttore Paolo Del Debbio, che contesta l’interpretazione dell’ospite.

“I poliziotti quando pedinano uno non è che c’hanno un cartello con su scritto ‘ti stiamo pedinando’”.

Il dibattito prosegue con ulteriori scambi di opinioni tra gli ospiti.
In studio interviene anche un altro giovane, Lobo, che racconta la propria esperienza personale con i controlli delle forze dell’ordine.

“Io ho visto anche che la polizia è razzista, c’è molta discriminazione. Ho subito discriminazione da tantissimo tempo, da tanto tempo anche senza motivo”.

Nel suo racconto riferisce episodi legati a controlli effettuati durante gli anni passati.

“Per esempio, un giorno stavo andando alla stazione con una ragazza tranquillo, stavo andando a prendere la metro e vengo fermato così a caso, controlli davanti a tutti. Mi hanno spogliato quasi insieme anche alla ragazza, senza motivo. Perché?”.

Il confronto televisivo si conclude con il racconto delle diverse esperienze e con il dibattito ancora aperto sul tema della sicurezza e dei controlli nelle città italiane.