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Calenda al vetriolo su Pd e M5s: “Altro che campo largo, è il campo di Giuseppi”

Carlo Calenda critica Pd e opposizioni per il rifiuto del tavolo con Giorgia Meloni sull’Iran e accusa Giuseppe Conte di dettare la linea politica.

Carlo Calenda contro il campo largo dopo il rifiuto a Giorgia Meloni

Lo scontro politico sull’alleanza dell’opposizione si riaccende dopo il rifiuto dei partiti del cosiddetto campo largo di partecipare al tavolo proposto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla crisi internazionale legata all’Iran.

La premier aveva contattato telefonicamente i leader dell’opposizione per ribadire l’invito a un confronto a Palazzo Chigi, dopo aver già affrontato il tema in Parlamento.

All’appello hanno risposto positivamente solo Azione e +Europa, mentre Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Italia Viva hanno deciso di non partecipare.

Una scelta che ha provocato la reazione durissima del leader di Azione, Carlo Calenda, che sui social ha criticato apertamente la linea delle opposizioni.

Secondo Calenda, il rifiuto del confronto con Giorgia Meloni dimostrerebbe come l’intera strategia del campo progressista sia ormai condizionata dalle decisioni del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.

L’attacco di Calenda: “Il campo largo si chiami Giuseppi”

Nel suo intervento pubblico Carlo Calenda ha ricostruito la sequenza degli eventi per spiegare le ragioni della sua critica.

“Fatti. 1) le opposizioni chiedono di essere informate prontamente sulla guerra in Medio Oriente; 2) la Premier offre un tavolo di confronto in un formato più riservato a P Chigi, dopo essere stata in Parlamento; 3) Conte dice no obbligando Schlein a seguirlo. 4) Italia Viva, che ci aveva chiesto di fare una mozione insieme su Iran, manda una nota incomprensibile dicendo la pensa come il PD, che però fa ciò che decide Conte”.

Per il leader di Azione, l’episodio dimostrerebbe che la linea dell’alleanza di opposizione finisce per essere dettata proprio da Giuseppe Conte.

Da qui la provocazione politica lanciata da Calenda.

“Andate avanti con questo campo largo ma chiamatelo con il suo vero nome: Giuseppi. PS segnalo agli amici riformisti che m5S si è astenuto su una mozione di condanna alla Russia per il reclutamento di mercenari africani. Così per gradire”.

Il riferimento è al soprannome “Giuseppi”, utilizzato nel 2018 dall’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un messaggio pubblicato sui social quando Giuseppe Conte era presidente del Consiglio.

La polemica con Italia Viva e Matteo Renzi

Nel messaggio pubblicato da Carlo Calenda non è passato inosservato anche il riferimento a Italia Viva di Matteo Renzi.

Il leader di Azione ha definito “incomprensibile” la posizione assunta dal partito renziano, che ha deciso di allinearsi alla scelta del Partito Democratico sul rifiuto del confronto con il governo.

La critica arriva dopo che solo due giorni prima Azione, Italia Viva e +Europa avevano presentato insieme una mozione parlamentare sulla crisi in Iran, mentre gli altri partiti dell’opposizione avevano scelto di presentare documenti separati.

A commentare la vicenda è stato anche il deputato di Azione Matteo Richetti, che sui social ha ricordato il lavoro svolto insieme agli alleati riformisti.

“Ho passato il pomeriggio e la sera che hanno preceduto le comunicazioni della Meloni in Aula a scrivere con Italia Viva e Più Europa, su loro richiesta, la risoluzione dell’area liberal-democratica. Abbiamo tenuto una posizione chiara e netta che si è differenziata dal campo largo che non ha votato molti punti di quel documento. Mi chiedo se davvero in politica la necessità di avere un futuro personale possa sempre venire prima del difendere le proprie idee con dignità e schiena dritta”.

E ha aggiunto:

“Lo dico con il massimo rispetto per tutti, ma rivendicando con orgoglio il lavoro che con Azione e Carlo Calenda stiamo facendo: difendere coraggio, democrazia e libertà prima di ogni opportunismo”.

La polemica tra i partiti dell’opposizione si inserisce nel contesto delle tensioni internazionali legate alla crisi in Medio Oriente e alla situazione in Iran, tema che nelle ultime settimane è diventato uno dei principali argomenti del confronto politico italiano.