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Sondaggi 2026, Meloni rallenta: Conte cresce e accorcia sul Pd

Sondaggi SWG: centrodestra in calo, Pd fermo, cresce il M5S di Giuseppe Conte. Coalizioni sempre più vicine in vista del referendum.

Sondaggi politici, centrodestra in frenata: Giorgia Meloni non basta più

L’ultima rilevazione SWG per il Tg La7 fotografa un quadro politico in evoluzione, con il centrodestra che rallenta e perde slancio.

Il partito di Giorgia Meloni resta il primo in Italia, ma senza crescita, fermo al 29,4%.

Un dato che conferma la leadership di Fratelli d’Italia, ma evidenzia anche un momento di stallo che incide sull’intera coalizione.

Non arrivano segnali positivi nemmeno dagli alleati. Antonio Tajani con Forza Italia scende all’8,0% (-0,2%), mentre la Lega di Matteo Salvini cala al 6,6% (-0,2%).

Nel centrodestra cresce invece Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che raggiunge il 3,5% (+0,1%), diventando un elemento potenzialmente decisivo negli equilibri futuri.

Centrosinistra fermo, ma Giuseppe Conte cresce e accorcia

Nel campo progressista la situazione non è migliore. Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein registra una lieve flessione, attestandosi al 21,7% (-0,1%).

Anche Alleanza Verdi e Sinistra arretra al 6,6% (-0,2%), interrompendo la crescita delle settimane precedenti.

L’unico segnale positivo arriva dal Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che cresce al 12,3% (+0,3%), risultando il partito con l’aumento più significativo della settimana.

Un dato che riduce il distacco dal Pd e rafforza il peso politico del leader pentastellato all’interno del centrosinistra.

Tra i centristi, cresce Azione di Carlo Calenda al 3,5% (+0,2%), mentre Italia Viva di Matteo Renzi scende al 2,3%. +Europa resta stabile all’1,5%.

Coalizioni sempre più vicine: partita aperta per Palazzo Chigi

Se si votasse oggi, il vantaggio del centrodestra si confermerebbe, ma con margini sempre più ridotti.

La coalizione guidata da Giorgia Meloni si attesta al 45,1%, in calo rispetto al 45,4% della settimana precedente.

Il centrosinistra raggiunge il 40,6%, ma con l’apporto delle forze centriste arriva al 44,4%, riducendo il divario a un solo punto.

Resta determinante il ruolo di Roberto Vannacci, che con il suo 3,5% potrebbe risultare decisivo in caso di alleanze.

Il quadro complessivo evidenzia un equilibrio sempre più marcato tra i due schieramenti principali, con una competizione aperta e influenzata anche dalle tensioni politiche legate al referendum sulla giustizia e agli scenari internazionali.