Stefano Bonaccini senza mezzi termini contro la Schlein, “Non basta dire sempre no”
Stefano Bonaccini critica Giorgia Meloni, accusa il governo su economia, sanità e sicurezza e rilancia: centrosinistra unito può vincere le elezioni.
Stefano Bonaccini critica Giorgia Meloni e l’intervento in Parlamento
Il presidente del Partito Democratico, Stefano Bonaccini, esprime un giudizio negativo sull’intervento della premier Giorgia Meloni in Parlamento. “Non molto”, risponde alla domanda se abbia apprezzato il discorso, riconoscendo però un aspetto positivo: “Sì, mi è piaciuto che ha sgombrato il campo dalle ipotesi di rimpasti, rimpastini e alchimie politiciste. Io penso che chi riceve un mandato popolare per governare poi debba andare fino in fondo”.
Nel complesso, però, la valutazione resta critica. Secondo Bonaccini, la presidente del Consiglio avrebbe perso un’occasione importante: “Meloni aveva l’occasione per parlare al Paese. Invece ha preferito parlare alla propria parte”. A suo avviso, avrebbe dovuto affrontare temi più ampi, ammettendo eventuali errori e rispondendo alle promesse non mantenute.
Economia, sanità e sicurezza: le accuse al governo
Entrando nel merito dell’azione dell’esecutivo, Stefano Bonaccini individua tre ambiti critici: “Ne vedo tre. Economia, sanità e sicurezza”. Temi che, secondo l’esponente dem, rappresentano i principali nodi irrisolti del governo guidato da Giorgia Meloni.
Allo stesso tempo, il presidente del Pd guarda alle prospettive politiche del centrosinistra. “Tra un anno e mezzo, se non sbaglia tutto, il centrosinistra può vincere le elezioni”. Tuttavia, invita alla prudenza dopo il risultato del referendum: “Guai a immaginare che il risultato del referendum, persino insperato, coincida con l’idea del centrosinistra vincente. In quel voto ci sono anche fattori che non c’entrano con noi”.
Riconosce comunque il ruolo del partito e della segretaria Elly Schlein, sottolineando la scelta di sostenere con decisione il No: “Ma in politica le battaglie si fanno anche per ragioni di principio, non per seguire un sondaggio. E Schlein ha fatto bene”.
Unità del centrosinistra e critiche a Trump
Sul futuro del cosiddetto “campo largo”, Stefano Bonaccini insiste sulla necessità di evitare divisioni e concentrarsi sui contenuti: “Una cosa non dobbiamo fare: metterci a parlare di nomi e cognomi e non di contenuti”. L’obiettivo indicato è quello di unire le opposizioni, includendo anche figure come Carlo Calenda, per evitare gli errori del passato.
“Non ci possiamo solo unire contro. Dobbiamo unirci su un programma per il futuro dell’Italia”, precisa, lasciando aperta la questione della leadership e delle eventuali primarie.
Infine, sul piano internazionale, Bonaccini critica l’atteggiamento della premier: “Troppo accondiscendente a Trump”. E aggiunge: “Il problema non è l’America, è Trump. Io dico che Bush e Reagan si stanno rivoltando nella tomba, assistendo a quel che fa Trump”.
Nel ragionamento dell’esponente dem emerge anche un’analisi del voto occidentale, con un crescente consenso della destra nelle periferie e tra le fasce più deboli. Per questo, conclude, la sinistra deve diventare più accessibile e comprensibile: “Deve essere più popolare, deve parlare un linguaggio che sia capito dal popolo”.