Scontro internazionale, Feltri accusa: “Trump e Netanyahu non rappresentano i nostri interessi”
Vittorio Feltri critica guerra contro Iran, accusa Occidente e leader come Trump e Netanyahu, ribadendo che una pace imperfetta resta sempre preferibile.
Vittorio Feltri contro la guerra: “È stupido combattere”
Le parole di Vittorio Feltri tornano a scuotere il dibattito internazionale, con una posizione netta e senza ambiguità sul tema dei conflitti. Il giornalista ribadisce un concetto già espresso in passato: “Diciamolo senza giri di parole: è stupido fare le guerre. Non è una provocazione, è una constatazione”.
Un’affermazione che richiama quanto sostenuto già durante il conflitto in Ucraina, quando lo stesso Feltri aveva invitato a privilegiare una soluzione diplomatica rispetto a un’escalation militare: “Lo dissi quando tutti si esercitavano a fare i generali da salotto sulla pelle degli ucraini: meglio una pace imperfetta, sporca, magari ingiusta, che una guerra senza fine”.
Oggi, davanti al possibile scontro tra Israele e Iran, la posizione resta immutata. Feltri sottolinea di non rinnegare il proprio sostegno a Israele, ma precisa: “Io sono filo-israeliano, lo dico senza esitazioni e senza vergogna. Ma proprio per questo non mi sento obbligato ad applaudire qualsiasi cosa faccia Israele”.
Le critiche a Trump e Netanyahu e il ruolo dell’Europa
Nel suo intervento, Vittorio Feltri allarga il discorso ai leader internazionali, criticando le scelte di Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Secondo il giornalista, la guerra contro l’Iran non sarebbe un evento distante, ma un rischio concreto anche per l’Europa.
“Non possiamo nemmeno confondere l’interesse dell’Occidente con quello, particolare e personale, di Donald Trump o di Benjamin Netanyahu”, afferma, sottolineando una distanza tra le decisioni politiche e gli interessi reali dei cittadini europei.
Nel mirino anche l’Europa, descritta come debole e incapace di incidere: “È una guerra che rischia di far fuori noi europei. E la cosa peggiore è che ce la siamo in parte meritata, per debolezza, per inconsistenza”.
Il giornalista richiama inoltre il cambio di rotta attribuito a Donald Trump, osservando: “Trump aveva promesso di non fare guerre. Lo avevano votato anche per questo. Adesso invece si muove come se la guerra fosse un’opzione tra le altre”.
Il richiamo del Papa e il rifiuto della propaganda
Nel suo ragionamento, Vittorio Feltri richiama anche le parole del Papa, che ha espresso una posizione chiara contro ogni forma di conflitto. “Nessuna causa giustifica il sangue innocente, nessun interesse vale la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie”, ha ricordato il giornalista.
Un messaggio che, secondo Feltri, rappresenta una delle poche certezze rimaste in un contesto dominato da tensioni e propaganda. “Dio non benedice alcun conflitto”, ha sottolineato, ribadendo come la pace non nasca dalle armi ma dal dialogo tra i popoli.
Il giornalista conclude con una riflessione che sintetizza il suo pensiero: “Si può, soprattutto, avere il coraggio di dire che la pace – anche imperfetta, anche scomoda – è sempre meglio della guerra perfetta che non esiste”.
