La perizia sulla famiglia nel bosco evidenzia criticità genitoriali: bambini con immaturità neuropsicologica, affidamento esclusivo al padre escluso e permanenza in struttura confermata.
Famiglia nel bosco, la perizia depositata al tribunale dell’Aquila
Sono 196 le pagine della perizia psichiatrica e personologica depositata presso il tribunale per i minorenni de L’Aquila, relativa al caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Il documento, firmato dalla psicologa Simona Ceccoli, analizza la situazione dei genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e dei loro tre figli.
Secondo quanto riportato, i due adulti “hanno tratti di personalità che potrebbero incidere sulle capacità genitoriali in funzione dei bisogni evolutivi dei minori”. La valutazione si estende anche ai bambini, per i quali viene evidenziata “un’immaturità neuropsicologica”.
Il quadro emerso porta a escludere, allo stato attuale, l’ipotesi di un affidamento esclusivo al padre, nonostante venga segnalata una maggiore collaborazione con i servizi sociali rispetto alla madre.
Valutazioni negative e permanenza nella struttura di Vasto
La perizia mantiene sospesa la potestà genitoriale di entrambi i genitori e indica come soluzione attuale la permanenza dei minori in una struttura protetta a Vasto.
Nel documento si legge: “Si ritiene opportuno che i bambini restino in casa famiglia”. L’attuale collocamento viene definito “adeguato e protettivo”, con i minori che risultano “ben inseriti, partecipano alla socializzazione, frequentano i momenti scolastici interni e seguono un’alimentazione vegana che mantiene le loro abitudini”.
Le conclusioni restano complessivamente negative sulle competenze genitoriali, pur lasciando aperta la possibilità di un percorso futuro. Una riunificazione familiare potrebbe avvenire solo “sotto osservazione” e a fronte di cambiamenti significativi nel comportamento dei genitori.
Trasferimento a Palmoli e supporto psico-educativo
Parallelamente, è stato disposto il trasferimento dei genitori in una residenza messa a disposizione dal comune di Palmoli. La misura è finalizzata a verificare la capacità di adattamento a nuovi contesti abitativi e sociali.
Nel provvedimento si sottolinea la necessità di accettare “un supporto psico-educativo”, con l’obiettivo di aiutare i genitori a “saper riconoscere i bisogni dei loro figli”.
Per quanto riguarda i rapporti familiari, gli incontri tra la madre e i bambini potranno riprendere “in un luogo neutro e protetto”, dopo che l’ultimo tentativo è stato definito non riuscito.
