Coma etilico a Ostuni: 15enne in gita scolastica finisce in ospedale dopo aver bevuto vodka nascosta, polemica su responsabilità e vigilanza dei docenti
La serata di una gita scolastica si trasforma in emergenza quando una studentessa perde i sensi dopo aver bevuto alcol di nascosto.
Coma etilico Ostuni: cosa è successo durante la gita scolastica
Una ragazza di 15 anni, originaria di Osimo, è stata soccorsa d’urgenza a Ostuni dopo aver accusato un malore durante un viaggio d’istruzione con la sua classe. La giovane è finita in coma etilico ed è stata trasportata in ospedale, dove è rimasta ricoverata sotto osservazione per tutta la notte. Secondo quanto emerso, le sue condizioni sono migliorate e ora sarebbe fuori pericolo.
La dinamica ricostruita indica che la studentessa sarebbe riuscita a introdurre in albergo una borraccia contenente vodka. L’alcol sarebbe stato consumato nella sua stanza, lontano dalla supervisione degli insegnanti accompagnatori. Dopo aver bevuto, la ragazza ha perso conoscenza mentre si trovava con alcuni compagni.
In un primo momento, i presenti non avrebbero richiesto immediatamente aiuto. La situazione sarebbe stata sottovalutata, anche per il timore di eventuali conseguenze disciplinari. Solo successivamente i docenti sono stati informati e hanno attivato i soccorsi.
Ritardo nei soccorsi e reazioni: emergono responsabilità e timori
L’episodio ha sollevato interrogativi sulla gestione della sicurezza durante le gite scolastiche. Il ritardo nell’allertare gli insegnanti è uno degli elementi che ha alimentato le prime polemiche, insieme alla facilità con cui la giovane avrebbe portato alcolici nella struttura.
I genitori della ragazza, avvisati nella notte, hanno raggiunto immediatamente la Puglia per starle accanto. Parallelamente, l’istituto scolastico ha avviato verifiche interne e annunciato provvedimenti disciplinari nei confronti della studentessa e degli altri ragazzi coinvolti.
La dirigente scolastica ha ricostruito i momenti successivi all’accaduto, spiegando: “Sono stata contattata alle 4 di notte dagli insegnanti accompagnatori che mi hanno informato di quello che era successo. Ci siamo messi in moto subito, siamo stati in apprensione e agito come si doveva”.
La difesa della scuola e il tema della vigilanza nelle gite
La stessa dirigente ha difeso l’operato dei docenti accompagnatori, sottolineando le difficoltà legate alla vigilanza continua durante le trasferte. “Non siamo ’poliziotti’, controlliamo, certo, e facciamo di tutto ma qualcosa può sfuggire. Ci tengo piuttosto a spendere grandi parole di apprezzamento per quegli insegnanti che si prendono l’onere e l’onore di accompagnare i ragazzi in queste esperienze che io ritengo altamente formative”.
Ha poi aggiunto: “Non tutti lo vogliono fare, perché non credono in questo tipo di attività o perché sanno che dovranno lavorare 24 ore su 24 allo stesso stipendio anticipando spesso anche le spese”.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza durante le gite scolastiche e della responsabilità condivisa tra studenti e accompagnatori. Le verifiche interne dell’istituto sono in corso per chiarire eventuali criticità organizzative e valutare le misure da adottare in futuro.
