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Paolo Mieli a L’Aria che tira: “Se fossi la Schlein lascerei fare il presidente del Consiglio a Giuseppe Conte”

Paolo Mieli interviene a L’Aria che tira su legge elettorale, centrosinistra, Mario Draghi e Giuseppe Conte: “Alla Schlein converrebbe mandarlo avanti”.

Paolo Mieli e lo scenario per il centrosinistra

Paolo Mieli guarda al futuro politico del centrosinistra e indica nella legge elettorale uno dei punti decisivi per la costruzione di una possibile alternativa al centrodestra. Ospite di L’Aria che tira, il programma condotto da David Parenzo su La7, il giornalista ha spiegato che senza una proposta chiara sulle regole del voto la sinistra rischierebbe di ritrovarsi in una fase di instabilità.

Il ragionamento parte dalla durata dei governi e dalla necessità, secondo Mieli, di costruire un sistema capace di garantire continuità a chi vince le elezioni. “Se la sinistra non presenta una sua legge elettorale che le dà la garanzia che quando vince, sta cinque anni come la Meloni, allora inevitabilmente si andrà in quei pastrocchi che nel decennio passato abbiamo conosciuto”, ha detto il giornalista in trasmissione.

Il nome di Mario Draghi e la domanda a Parenzo

Nel corso dell’intervento, Mieli ha richiamato anche il profilo di Mario Draghi, indicandolo come una delle poche figure con un’esperienza istituzionale e politica già riconosciuta. “Esiste un solo personaggio, sto chiedendo a tutti chi si può chiamare se non Mario Draghi… Ha esperienze di governo, esperienza politica”, ha affermato.

Poi il giornalista si è rivolto direttamente a David Parenzo: “Tu conosci un’altra persona?”. Il conduttore ha risposto: “No”. Il passaggio ha spostato il confronto sul tema della leadership, in un centrosinistra che resta diviso tra il ruolo del Partito democratico, quello del Movimento 5 Stelle e le ipotesi legate all’area centrista.

Il consiglio alla Schlein su Giuseppe Conte

La parte più netta dell’analisi di Mieli riguarda la Schlein e il possibile ruolo di Giuseppe Conte. Secondo il giornalista, alla segretaria del Pd converrebbe non rivendicare direttamente la guida di un eventuale governo, ma lasciare spazio all’ex presidente del Consiglio.

“A Elly Schlein converrebbe mandare avanti Giuseppe Conte. Primo perché ha vent’anni di meno. Secondo perché Conte lo ha già fatto e ha un titolo in più. Oltretutto sarebbe più facile vincere”, ha sostenuto Mieli.

Il giornalista ha poi aggiunto un ulteriore elemento politico: “Conte riempirebbe il Movimento 5 Stelle che bilancerebbe il Pd che si riempie da solo, come fatto dal Pci… Potrebbe fare un ragionamento sofisticato. Fossi la Schlein farei esattamente questo, so che ti fa ridere”.

I numeri del sondaggio Bidimedia

Le parole di Mieli arrivano mentre i sondaggi sulle primarie del campo progressista fotografano rapporti di forza ancora aperti. Secondo l’ultima rilevazione Bidimedia citata dalla fonte, in caso di consultazione interna la Schlein risulterebbe in vantaggio con il 37,5 per cento.

Alle sue spalle si collocherebbe Giuseppe Conte, indicato al 26,5 per cento. Poco distante la sindaca di Genova, la Salis, accreditata del 25,9 per cento. Il dato segnala una competizione ravvicinata tra l’ex premier e la prima cittadina ligure, mentre la segretaria dem manterrebbe al momento il primo posto nell’area progressista.

Il quadro resta legato a ipotesi politiche e a scenari elettorali non ancora definiti. L’intervento di Mieli si inserisce in questo contesto: legge elettorale, leadership e possibile assetto del centrosinistra diventano i tre nodi indicati dal giornalista per valutare la possibilità di una sfida stabile al centrodestra guidato dalla Meloni.