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Venezia, affondo di Tommaso Cerno contro la sinistra: “Abituata a fare e disfare governi senza vincere”

Tommaso Cerno commenta la vittoria di Simone Venturini a Venezia e legge il risultato come conferma della tenuta del centrodestra.

Tommaso Cerno e la lettura del voto di Venezia

La vittoria di Simone Venturini a Venezia entra nella lettura politica nazionale. Il candidato sostenuto dal centrodestra ha superato il primo turno, imponendosi su Andrea Martella e confermando la guida della città dopo l’esperienza amministrativa di Luigi Brugnaro.

Sul risultato è intervenuto Tommaso Cerno, che ha collegato il voto veneziano alla tenuta del centrodestra e alla capacità della coalizione di presentare candidature radicate nel territorio. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno e ripresi dalla stampa nazionale, Venturini ha superato il 50% dei voti, evitando il ballottaggio; Reuters ha indicato un risultato vicino al 51%, davanti al principale sfidante di centrosinistra, dato poi confermato anche dalle rilevazioni giornalistiche italiane.

Nel suo intervento, Cerno ha definito il voto una risposta chiara degli elettori: “Speriamo sia la volta buona. La volta in cui la sinistra – abituata a fare e disfare governi senza vincere le elezioni – capirà dopo quasi vent’anni due cose. La prima: i cittadini sono intelligenti e rispondono alle domande che vengono loro poste. La domanda era: chi volete come sindaco? E la risposta è stata data”.

La vittoria di Venturini e il richiamo all’esperienza Brugnaro

Il risultato di Venezia è stato considerato uno dei passaggi più significativi della tornata amministrativa. Venturini, 38 anni, è stato assessore al Turismo, al Lavoro e alla Coesione sociale nella giunta guidata da Brugnaro; Sky Tg24 lo ha indicato come ex assessore della giunta uscente e nuovo sindaco del capoluogo veneto.

Cerno ha messo l’accento proprio sul percorso amministrativo del nuovo sindaco: “Laddove si cercava la spallata al governo è arrivata, come a Venezia, la sorpresa, che sorpresa non è. Un giovane con un impegno di 11 anni da assessore di Luigi Brugnaro, vince contro ogni pronostico, dimostrando che il centrodestra è solidamente in campo quando fa proposte chiare e sceglie i candidati preparati”.

La valutazione del giornalista attribuisce il successo alla continuità amministrativa e alla scelta del candidato. Cerno ha aggiunto che il voto “dimostra anche che l’ex sindaco di Venezia ha fatto un buon lavoro, rompendo schemi secolari sopra i quali la sinistra evidentemente campava da tempo”.

Il passaggio sul centrosinistra e sulle prossime politiche

Nel commento di Cerno, il risultato veneziano viene letto anche come un segnale per il campo progressista, che aveva sostenuto Martella con un’alleanza ampia. Il giornalista ha usato toni netti nei confronti della sinistra, collegando il voto locale al quadro nazionale.

“Non è bastato nemmeno il voto degli islamisti (quello sì, chiaroscuro, caro M5S) per fare la prova generale di quello che ci aspetta alle politiche. E cioè una sinistra radicale e ormai radicalizzata, imbevuta di politicamente corretto, che non vede il rischio islamista in Italia, anche se arrestano un terrorista al giorno”.

La frase resta una valutazione politica di Cerno e non un dato elettorale autonomo. Nel contesto giornalistico, il passaggio va attribuito con chiarezza al suo autore, distinguendo l’opinione dal risultato certificato dalle urne.

Il riferimento a Meloni e alla durata del governo

La seconda parte dell’intervento riguarda Giorgia Meloni e il rapporto tra voto amministrativo e scenario nazionale. Secondo Cerno, la presidente del Consiglio può leggere il risultato con tranquillità, ma le elezioni politiche resteranno il vero momento di verifica per il governo.

“E qui viene la seconda lezione: Meloni è «Serenissima», venetizzando il detto di Renzi, non solo per il risultato di ieri, ma soprattutto perché lei governa dopo avere vinto le elezioni e sa che le prossime saranno fra più di un anno. Gli italiani decideranno quel giorno, tutto il resto è politichese”.